Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 06:37

Quanto vale il Giappone a quattro ruote.

Samuele Maria Tremigliozzi ·

In Giappone circolano 78 milioni di veicoli - per l'80% automobili - impiegati nel trasporto di oltre 126 milioni di persone. E qui, come nei Paesi a più alto tasso di sviluppo, il settore automotive, è un pilastro dell'economia nazionale.

Secondo i dati rilasciati dalla Jama - l'associazione dei costruttori giapponesi - nel paese asiatico l'industria dell'auto vale oltre 450 miliardi di euro, circa l'11% del prodotto interno lordo. Il settore complessivamente conta 5,39 milioni di addetti - l'8,3% dei lavoratori attivi - e rappresenta il 18,2% dell'intero comparto manifatturiero della nazione. 

Made in Japan

Qui vengono prodotte 8,35 milioni di vetture all'anno, l'11% del totale mondiale. Nella classifica dei paesi produttori, il Giappone è secondo alle spalle della Cina, dove le unità assemblate salgono a oltre 24 milioni. Da aggiungere tutto ciò che nasce altrove: i costruttori del "Sol Levante" - merito di una rete produttiva estesa - assemblano fuori dai confini nazionali 19,7 milioni veicoli, per il 10% nel vecchio Continente.

Il Giappone detiene, poi, un coefficiente produzione-immatricolazioni pari a 1,91, tra i più alti in termini assoluti: le vetture assemblate quasi doppiano quelle consegnate in patria, pari lo scorso anno a 4,3 milioni. In Europa il rapporto complessivo è di poco superiore a 1,1, mentre in paesi come Germania, Spagna e Francia (i primi 3 nella lista dei produttori Ue) il coefficiente si attesta rispettivamente a 1,64, 1,86 e 0,82.

La produzione non venduta in patria determina il valore delle esportazioni: il Paese asiatico consegna all'estero 4,2 milioni di auto, per il 40% (1,7 milioni di unità) in rotta verso gli Stati Uniti. Al secondo posto l'Europa con 842mila unità "Made in Japan". Di queste, poco meno di 60mila sono dirette in Italia, al quarto nella lista dei maggiori importatori dell'Unione. 

Parola d'ordine: innovazione

Il Giappone è fra i primi al mondo per investimenti in ricerca e sviluppo nel settore automobilistico. Tra i principali obiettivi, la riduzione delle emissioni di CO2 e la guida autonoma. Secondo le stime della Jama, lo scorso anno il paese asiatico ha messo sul piatto 22,5 miliardi di euro, il 24% del totale impiegato per l'innovazione nel comparto manifatturiero della nazione. L'esborso giapponese per l'industria automotive raggiunge il 40% del capitale stanziato dall'Europa intera: oltre 50 miliardi nel 2018.

Come risultato degli sforzi compiuti, i laboratori delle isole nipponiche hanno prodotto - solo nello scorso anno - 2.382 nuovi brevetti, il 27% del totale globale. A riguardo, il primato assoluto è detenuto dalla Germania con il 29%.

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