Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 10:29

Il Giappone che studia design in Europa.

Elisa Malomo ·

Mentre gli occhi di tutto il mondo sono rivolti al Giappone - dove impazzano le feste per l'ascesa al trono del Crisantemo del nuovo imperatore  Naruhito - i colossi nipponici dell'automotive continuano a guardare all'Europa, culla della cultura automobilistica per il design. Aprendo qui dei centri stile, ben cinque, per essere più vicini ai gusti dei consumatori europei e insieme migliorare il loro bagaglio di esperienze.

Dove nascono i crossover

A guidare quel che è stato un fenomeno è il Nissan Design Europe, con sede a Londra. Qui è stato ideato il Qashqai, modello che ha aperto la strada dei crossover e oggi fra i leader delle vendite europee e italiane. L'indice di gradimento e gli incassi della vettura ha spinto il colosso nipponico ad investire nel segmento e ad aprire nel 2014 lo studio di progettazione per il brand premium Infiniti, marchio che però adesso sta lasciando l'Europa.

Altro centro di successo è quello di Suzuki a Robassomero, in provincia di Torino. Inaugurato nel 2009 è l'unico che lavora in sinergia con gli altri tre centri stile del costruttore (due in Giappone e uno in India). Proprio nel centro di design europeo la nascita della Suzuki Baleno, berlina compatta del marchio per un segmento "caldo" in Europa.

Nel cuore del continente

La filosofia creativa di Mazda sceglie invece la Germania e colloca il suo R&D Centre a Oberursel, ad una manciata di chilometri da Francoforte sul Meno. Solo un anno fa la Casa di Hiroshima ha consegnato la direzione del polo nelle mani del belga Jo Stenuit, da più di venti anni nel team design.

Poco più a sud, precisamente nella città di Trebur, si trova il Mitsubishi Motor R&D Europe. Alla direzione il milanese Alessandro Dambrosio da oltre un anno in continuo dialogo con i designer dei centri di Tokyo e Okazaki, nonché col quartier generale del costruttore che - anche grazie al suo lavoro - è stato insignito del premio “brand dell'anno” (2018) dal German Design Institute.

Oltralpe invece, fra Nizza e Cannes, ha sede l'ED2 (Europe Design Develoment) di Toyota e del suo marchio di lusso Lexus. Proprio nel centro di stile europeo di Sophia Antilopis, il team design guidato da Ian Cartabiano ha supervisionato tutte le fasi di evoluzione della crossover compatta UX: dai primi bozzetti all'intervento ingegneristico. Qui, come ci insegna la storia dell'arte, la squadra di esperti sviluppa le idee grazie alla luce offerta dalla Costa Azzurra. La stessa che illuminò il genio del pittore francese Van Gogh e di molti altri.

Ricerca di nicchia

Mantenere un centro di stile europeo ha un costo non trascurabile. Forse anche per questo tra i grandi assenti c'è Honda. La multinazionale nipponica con sede a Minato, nella provincia di Tokyo, nel 2009 ha chiuso il centro stile tedesco di Offenbach a seguito all'attuazione di un piano anti-crisi. La stessa motivazione che portò il costruttore a ritirarsi dal campionato di Formula 1 per poi farvi ritorno soltanto come fornitore di motori. Il quartier generale europeo, inaugurato nel 1992, aveva assistito alla nascita della concept Small Hybrid Sports e della OSM, una spider presentata al Salone di Londra del 2008.

Non stupisce, poi, che brand come Subaru e Isuzu manchino all'appello. Per il primo, il design è diventato solo di recente una priorità, mentre per il secondo potrebbe non esserlo mai. Questione di stile.

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