Ultimo aggiornamento  14 dicembre 2019 19:24

Keicar: le giapponesi tascabili.

Edoardo Nastri ·

Corte, strette e alte. Le Keicar popolano le strade giapponesi dal 1949 e in tutti questi anni sono diventate uno dei simboli automobilistici del Sol Levante. A vederle girare per le strade di Tokyo sembrano più delle caricature che dei veri e proprio veicoli, ma questa tipologia di vetture è tra le più vendute in Giappone da più di settant’anni.

Il podio dei modelli bestseller nel 2018 nel paese asiatico è infatti interamente occupato dalle Keicar. La medaglia d'oro va alla la Honda N-Box che si conferma l’auto preferita dai giapponesi anche nel primo trimestre di quest’anno con 66mila immatricolazioni all’attivo.

70 anni di storia

La storia delle Keicar inizia dopo la seconda guerra mondiale. L’esigenza primaria era quella di motorizzare il paese con vetture compatte ed economiche. La prima normativa in merito è dell’8 luglio 1949. Per rientrare nella categoria, e godere quindi delle agevolazioni fiscali statali, il governo aveva previsto limiti dimensionali e di potenza: lunghezza massima 2,8 metri, larghezza 1 metro e altezza 2 metri per una cilindrata massima di 150 centimetri cubici se dotate di motore a 4 tempi oppure 100 centimetri con motore a due tempi.

Il passare degli anni e le dimensioni sempre maggiori assunte delle vetture tradizionali, hanno portato diversi adeguamenti normativi. L’ultimo è del 1988 e sancisce che, per essere classificata “Keicar”, la lunghezza massima debba essere di 3,4 metri, larghezza 1,48 e altezza 2 metri, per una potenza massima di 64 cavalli e 660 centimetri cubici di cilindrata.

Shinzo Abe, attuale primo ministro giapponese, nel 2014 ha aumentato del 50% la tassazione per questa tipologia di vetture. L'obiettivo? Stimolare i costruttori nazionali alla maggiore produzione di modelli esportabili.  

L’adeguamento tecnologico

Il successo commerciale delle Keicar inizia e finisce in Giappone. La diretta conseguenza di questo è che sono prodotte esclusivamente da costruttori del Sol Levante come Honda, Toyota, Mitsubishi e molti altri poco conosciuti in Occidente.

Le sempre maggiori richieste degli esigenti clienti giapponesi hanno portato le Keicar ad avere equipaggiamenti opzionali spesso riservati alle vetture di classi superiori. Navigatori satellitari, interni in pelle, sedili riscaldabili e rinfrescabili, con il passare degli anni le giapponesi dedicate alla micromobilità urbana sono diventate dei box di lusso e tecnologia. 

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