Ultimo aggiornamento  18 agosto 2019 04:49

Bmw per la tutela dei bambini lavoratori.

Redazione ·

Bmw utilizzerà per le batterie delle proprie vetture elettriche solo cobalto proveniente da Paesi, come l'Australia e il Marocco, che garantiscano di non utilizzare il lavoro minorile per l'estrazione del minerale.

In particolare è stato raggiunto un primo accordo con i proprietari della miniera di Murrin Murrin nell'Australia occidentale a quasi mille chilometri da Perth. Qui la società Glencore estrae annualmente oltre 2.900 tonnellate del prezioso minerale che rifornirà la prossima generazione di auto elettriche del costruttore bavarese dal 2020.

Un problema mondiale

Il più grande produttore di cobalto al mondo è la Repubblica Democratica del Congo. Qui, però, circa il 20% del totale estratto proviene da miniere non controllate, soprattutto nella regione del Katanga. Già nel 2016 Amnesty International e Afrewatch (organizzazione regionale non governativa per i diritti della popolazione fondata a Lumumbashi - terza città del Congo - nel 2013) hanno denunciato l'utilizzo di lavoratori-bambini in molte miniere prive, oltretutto, delle più elementari regole di sicurezza.

L'Unicef stima che nel mondo siano 150 milioni i minori costretti a lavorare e di questi circa la metà, 69 milioni, nella sola Africa sub-Sahariana.

Contrasto al lavoro minorile

L'iniziativa del costruttore tedesco rientra nella politica voluta dalla London Metal Exchange (l'organismo mondiale che si occupa del mercato dei metalli destinati all'industria) che sta conducendo un'operazione a tappeto in tutto il mondo per sradicare il fenomeno del lavoro minorile nel settore estrattivo. La Lme ha annunciato che - a partire dal 2022 - non accetterà più di rappresentare aziende che non possano certificare la provenienza dei metalli utilizzati nella produzione.

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