Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2019 04:35

Shanghai, inglesi all'attacco.

Paolo Odinzov ·

Un Salone quello di Shanghai, in programma quest’anno dal 16 al 25 aprile, che ormai attrae i costruttori premium di ogni nazionalità. Tutti pronti a fare a gara per ritagliarsi spazi nel più grande mercato automobilistico del mondo unico, non solo per volumi di vetture immatricolate ogni anno, ma anche per la rapidità con la quale mutano dinamiche commerciali e tipologia di modelli destinati al successo.

Complice in questo prima di tutto la massiccia elettrificazione promossa dal Governo cinese che sta fortemente cambiando usi e costumi dei consumatori e di conseguenza anche delle case automobilistiche.

La scossa del Regno Unito

Non c’è allora troppo da meravigliarsi, pur se fa notizia, che Aston Martin abbia scelto proprio la rassegna asiatica per presentare la sua prima vettura elettrica. E lo stesso ha fatto arrivando sempre dal Regno Unito la Lotus, appartenente però all’universo Geely Motors, che proprio a Shanghai ha fatto vedere il teaser della supercar con cui attaccherà la spina e avvierà l’elettrificazione del brand.

La Aston Martin Rapide E

Per la Aston Martin si tratta della versione definitiva della Rapide E, lussosa berlina-coupè a batterie destinata a essere prodotta in una serie limitata ad appena 155 esemplari nella nuova fabbrica del costruttore di St. Athan. Sviluppata utilizzando lo stesso pianale della Rapide esistente, la Bond car a zero emissioni è stata progettata con l’apporto della Williams Advanced Engineering e utilizza due motori elettrici sull’asse posteriore che sviluppano in toltale 454 chilowatt (610 cavalli) e una coppia è di 950 newtonmetri. Il tutto per delle prestazioni da record, ovvero una velocità massima di 250 chilometri orari e una accelerazione da 0 a 100 in circa 4 secondi, gestite da una elettronica derivata dalla sportiva Rapide AMR che permette tre modalità di guida.

Oltre 320 chilometri di autonomia

Ad alimentare la Rapide E provvede un pacco batterie da 65 chilowattora con circuito a 800 Volt, racchiuso in un involucro in carbonio e che garantisce una autonomia superiore ai 320 chilometri. Questo può fare il pieno di elettroni da colonnine con capacità superiore ai 100 chilowattora, oppure sfruttando il sistema standard di bordo che richiede per la ricarica totale circa 3 ore.

Più aereodinamica

Esteticamente la Rapide E è subito riconoscibile all’esterno dalla omonima gemella termica per la griglia frontale al posto dei classici elementi metallici, oltre ad alcuni particolari come lo splitter anteriore e il diffusore posteriore, per una maggiore efficienza aerodinamica della carrozzeria. Mentre l'abitacolo offre finiture in fibra di carbonio e una strumentazione totalmente digitale con display da 10 pollici studiata ad hoc per monitorare il funzionamento della propulsione elettrica.

La Lotus Type 130

Lotus, come specificato dallo stesso costruttore, al Salone di Shanghai ha “cominciato il cammino per intraprendere un'avvincente nuova era con l'annuncio della sua prima auto completamente nuova in più di un decennio e prima hypercar interamente elettrica di un produttore britannico”. “Si chiamerà Type 130 – ha detto il ceo Phil Popham - e sarà la Lotus più dinamica della storia, oltre che una vetrina tecnologica del marchio".

Solo per pochi

La Type 130 sarà anche la prima auto della Lotus nata sotto la proprietà cinese Geely, continuerà una storia lunga 71 anni in cui Lotus ha prodotto auto che hanno fatto scuola tra le vetture ad alte prestazioni. Verrà realizzata in un ridottissimo numero di unità, si parla addirittura di 20, vendute con un listino che secondo voci non ufficiali dovrebbe aggirarsi sul milione di sterline. Per saperne di più dovremo comunque aspettare la presentazione del modello previsto a Londra entro fine anno.

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