Ultimo aggiornamento  07 dicembre 2019 14:33

Muoversi in bici, ecco la nuova Fiab.

Marina Fanara ·

Dopo 30 anni di attività la Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta cambia nome e diventa Federazione italiana ambiente e bicicletta. "Una modifica sostanziale e necessaria per meglio esprimere il concetto che la bici è importante ma non è il fine", dice il nuovo presidente Alessandro Tursi che prende il posto di Giulietta Pagliaccio ai vertici dell'associazione negli ultimi sei anni.

30 anni in difesa dell'ambiente

"Le due ruote", spiega il neo presidente, "sono ormai considerate lo strumento più efficace, se non l'unico, per migliorare l'ambiente urbano e rispondere alla sfida climatica globale. E a noi spetta il compito di convincere molti italiani a togliersi l'abitudine 'dell'automobile sempre e comunque'. E così, ci siamo messi in gioco, senza aver paura del cambiamento, a cominciare dal nostro nome che racchiude un chiaro impegno per preservare l'ambiente, un obiettivo necessario e possibile". 

Nata 30 anni fa per "promuovere la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico per la riqualificazione urbana e del territorio", si legge nello statuto, oggi Fiab conta su 187 associazioni locali e oltre 18.300 soci ed è stata ufficialmente riconosciuta dal ministero dell'Ambiente come organizzazione attiva in materia di sostenibilità.

La sfida del Mezzogiorno

L'obiettivo ora è promuovere ulteriormente la mobilità ciclistica in ambito urbano, soprattutto nel Mezzogiorno, e premere su governo e parlamento per il varo di risorse e regole più incisive a favore del settore. "Come associazione stiamo vivendo un passaggio importante", sottolinea Giulietta Pagliaccio, che in senso alla Fiab continuerà a occuparsi di rapporti istituzionali in qualità di membro del consiglio nazionale, "ci attendono sfide gravose che necessitano di energie e nuove idee".

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