Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 06:26

L'aria migliora, resta l'allarme.

Marina Fanara ·

Negli ultimi due anni lo smog nelle città è diminuito, ma resta fuori i limiti di legge stabiliti da Bruxelles, in gran parte delle aree urbane del Paese. E' quanto emerge dalla seconda edizione di MobilitaAria la ricerca realizzata dall'Istituito inquinamento atmosferico del Cnr (Centro nazionale ricerche) e Kyoto Club che ha analizzato qualità dell'aria e caratteristiche di mobilità nelle metropoli italiane nell'ultimo biennio.

80mila morti per lo smog

"Il bilancio è drammatico", sottolinea Francesco Petracchini, ricercatore Cnr, "in Italia si contano ancora almeno 80mila morti premature l'anno riconducibili all'inquinamento". Una buona notizia, invece, è l'aumento della mobilità a piedi e in bicicletta, nonostante il divario tra nord e sud del Paese e un generale incremento del numero di auto in circolazione. 

Torino la peggiore

In dettaglio, sono 14 in tutto le città metropolitane analizzate nel rapporto (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia). Per qualità dell'aria, riferita in particolare alla concentrazione di polveri sottili Pm10, la peggiore del 2018 è stata Torino che ha superato per ben 89 volte (contro le 35 l'anno stabilite dalle norme europee) il tetto giornaliero (fissato a 50 microgrammi al metro cubo). Male anche Milano (79 giorni), Venezia (63), Cagliari (49) e Napoli (40).

La ricerca invece ha evidenziato una diminuzione dei livelli di biossido di azoto: in testa Messina (-23%) seguita da Cagliari (-21%) e Roma (-12%). Da segnalare la "virtuosità" di Bari: in città il tasso d'inquinamento è rimasto sempre sotto ai livelli di guardia, nonostante l'aumento del tasso di motorizzazione (+2% auto e +1% moto).

Ztl a confronto

"Considerando le ztl", sottolinea Anna Donati, responsabile Gruppo lavoro mobilità sostenibile di Kyoto club, "si sono registrati progressi a Palermo dove grazie ai varchi telematici è stata consolidata la tanto contestata area centrale a transito limitato mentre a Torino è scontro aperto sulla proposta presentata dalla Giunta di una grande ztl centrale aperta tutto il giorno (ora è vietato il transito per 3 ore nei giorni feriali, ndr) ma con ingresso e sosta a pagamento". Esempi virtuosi, inoltre, Firenze (le limitazioni al transito nella ztl estiva sono state estese dal giovedì alla domenica, 24ore su 24), e Milano con l'istituzione di area B.

Mobilità sostenibile, prima Milano

A proposito del capoluogo lombardo: è la metropoli più avanzata per modalità di spostamento alternative all'auto di proprietà con un tasso di mobilità sostenibile (spostamenti in bici, a piedi e con il trasporto pubblico locale) che si attesta al 48,3% su una media sia nazionale che delle città metropolitane intorno al 40%. Bene anche Genova (46,7%), Venezia (46,4%) e Bari (44,1%). Le peggiori sono al sud: Messina (22,6%), Reggio Calabria (24%) e Catania (27,9%).

Auto ancora leader

Nelle grandi città, comunque, l'auto resta protagonista: rappresenta oltre il 50% dei mezzi utilizzati per spostarsi in città anche se in diminuzione rispetto al passato. In più, la ricerca rileva che dopo anni di calo progressivo, nel biennio 2017-2018, il tasso di motorizzazione è tornato a crescere soprattutto a Torino (+5%) e Bologna (+3%). "Non è un buon segnale", sottolinea Anna Donati, "se ci sono più auto, ma non vengono utilizzate, significa che restano parcheggiate sulla strada e questo sottrae spazio utile a pedoni e ciclisti".

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