Ultimo aggiornamento  19 settembre 2019 13:02

CO2: tutti lontani dal target 2021.

Edoardo Nastri ·

Dal 2021 i costruttori che vendono le loro auto sul mercato Europeo potrebbero trovarsi a pagare multe molto salate. A partire da quella data infatti la media delle emissioni di CO2 prodotte dalla gamma di ciascun produttore di auto dovrà essere minore o uguale a 95 grammi per chilometro. Al momento attuale la media totale delle Case che vendono più di 300mila unità all’anno è di 119,7 grammi per chilometro.

Secondo i dati riportati da Jato Dynamics, se nel giro di due anni le cose non dovessero cambiare, l’Unione Europea incasserebbe dalle multe per eccesso di emissioni per ben 33,6 miliardi di euro. In ogni caso i costruttori hanno ancora tempo: il limite entra in vigore già dal prossimo anno, ma vale solo per il 95% della gamma. Ciascun produttore può infatti scegliere il 5% dei modelli in vendita che non verranno conteggiati. Dal 2021 invece il calcolo viene fatto su tutti i prodotti. 

Le multe più alte

Se si dovessero quindi applicare oggi le condizioni che ci saranno a partire dal 2021 molti marchi si troverebbero in una situazione difficile. Il gruppo Volkswagen, dati i suoi volumi di vendita, è quello che pagherebbe la multa più salata. Jato calcola circa 2.500 euro a vettura per un totale di 9,2 miliardi di euro. Una cifra enorme. Per avere un paragone lo scorso anno il gruppo tedesco ha registrato un utile netto di 12,1 miliardi di euro. 

Al secondo posto troviamo Psa che per rientrare nei parametri dell’Unione Europea deve diminuire le emissioni della sua gamma di 21,3 grammi di CO2 per chilometro in meno di tre anni. Se le cose non dovessero cambiare la multa per il gruppo francese sarebbe di 2.194 euro a veicolo venduto per un totale (attenendosi ai dati del 2018) di 5,4 miliardi di euro. Il problema però è che l’utile netto guadagnato lo scorso anno ammonta a 2,8 miliardi di euro.

Sul terzo gradino del podio c'è il gruppo Renault. I francesi pagherebbero una multa di 3,6 miliardi di euro a fronte di uno sforamento medio della gamma di 23,2 grammi di CO2 per chilometro. Seguono Bmw, con un gap di 27,5 grammi per 2,6 miliardi di sanzione, e Ford con 27,1 grammi e 2,5 miliardi. 

...e quelle più basse

Le Case che pagherebbero sanzioni meno salate sarebbero al momento attuale Toyota e Volvo. Il costruttore giapponese è il più virtuoso in assoluto tra quelli di "volume" con un gap da colmare di solo 7,8 grammi di CO2 per chilometro. Il motivo? L'ibridizzazione che negli ultimi anni ha coinvolto buona parte della gamma Toyota. Se le cose dovessero rimanere così come sono ora l'ammenda sarebbe di circa 550 milioni di euro

Volvo invece sfora il limite di 25,5 grammi di CO2 ma grazie ai volumi di vendita ridotti rispetto ad altri costruttori dovrebbe pagare una multa di "solo" 770 milioni di euro. 

Maglia nera per Fca 

Il gruppo che ha la maggiore differenza da colmare è Fiat Chrysler con un gap di 35.5 grammi di CO2 per chilometro. Se si contano le vetture vendute, la multa che gli italo-americani dovrebbero pagare sarebbe proporzionalmente la più alta: ben 3,2 miliardi di euro. Decisamente troppo. Per rientrare nei ranghi il costruttore ha deciso di acquistare da Tesla alcuni crediti ambientali. Non si conosce l’importo esatto dell’accordo, ma si parla di diverse centinaia di milioni di dollari. 

Intanto il ceo Mike Manley ha riferito che l'accordo “durerà per alcuni anni”. L’acquisto di bonus da altri costruttori per compensare le proprie emissioni è una procedura ovviamente lecita e consentita dall’Unione Europea: l’obiettivo è consentire a chi è in ritardo di adeguarsi al processo di elettrificazione della gamma senza subire pesanti sanzioni. Il tempo stringe.

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