Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 14:19

Lexus ED2, la forma delle idee.

Elisa Malomo ·

NIZZA - "D'altronde le auto sono ancora fatte dall'uomo". Così conclude Ian Cartabiano la visita al centro europeo di design Toyota (ED2- Europe Design Development) che dirige dal 2018.

Il designer americano fa luce sull'aspetto antropologico e sulla sinergia umana alla base di un prodotto altamente tecnologico, come quello Lexus. In particolare quella fra designer e ingegneri, anche se di quest'ultimi, non s'è vista traccia.

Sulla scia artistica del passato

Di trasparente, come previsto, ci sono solo le porte di ingresso. Una volta varcate abbiamo assistito – in parte almeno - alla metamorfosi di un'idea che diventa concept car. Dal bozzetto al prototipo, pronto per trasformarsi in un modello di serie come nel caso della nuova Lexus UX. Ian Cartabiano insieme a Koichi Suga, Head of Design di Lexus International, ci illustrano con cura come la scelta della città francese per la sede del polo abbia contribuito a creare una situazione di generale armonia in grado di stimolare la creatività del team di progettazione. Scelta che – per chi si intende anche un minimo di storia dell'arte – non rappresenta nulla di nuovo. La Costa Azzurra, con la sua luce e i suoi colori, è da secoli pellegrinaggio di pittori e artisti in cerca di ispirazione.

Facciamo luce

Al centro di design Lexus si parla molto di luce. È lei alla base della filosofia del marchio di lusso: una luce che modella ogni superficie in grado di fornire un'esperienza in continuo divenire. Ottenuto il lasciapassare per entrare nell'UX Concept, abbiamo infatti constatato come la percezione dei colori diventasse più labile, lasciando spazio a una contaminazione cromatica che varia a seconda del punto di vista. La tecnica, ci spiegano gli esperti, è chiamata inside-out e ha lo scopo di enfatizzare la continuità fra l'ambiente circostante e l'abitacolo fornendo un'esperienza di guida dinamica. Ma l'esperienza museale continua.

Fra tradizione e innovazione

Dopo una serie di dimostrazioni, la visita procede attraverso una serie di workshop diventando un viaggio sensoriale al centro del processo creativo. Della serie: dove non possono arrivare gli occhi arrivano gli altri sensi. In un open space dove le postazioni di lavoro sembrano superare in numero i lavoratori, assistiamo a come l'idea viene trasposta su carta e trasformata in bozzetto per poi essere sottoposta a un meticoloso lavoro di limatura che ha inizio con la renderizzazione del disegno. A questo punto il team di designer abbandona carta e grafite per indossare gli occhiali per realtà virtuale con lo scopo di analizzare - con occhi diversi - gli eventuali difetti del prototipo.

La fase successiva è quella della modellazione, sicuramente la più coinvolgente. Una grande stampante 3D – non pervenuta al momento della visita – ha il compito di riprodurre in resina lo scheletro dell'auto su cui i modellatori creeranno le future forme del prototipo: la lavorazione avviene attraverso un particolare polimero che si presenta nella forma come l'argilla e ne riproduce anche l'estrema duttilità.

L'itinerario procede, i passi successivi vedono la concept prendere via via forma, facendosi, in un altro centro e al cospetto di ingegneri, realtà concreta. Abbiamo visto nascere una Lexus. O forse abbiamo avuto l'idea di vederla. Giochi di luce.

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