Ultimo aggiornamento  22 luglio 2019 22:16

Geely, chi sono i cinesi che comprano l’Europa.

Edoardo Nastri ·

Li Shufu, il numero uno del colosso industriale cinese Geely, non esce quasi mai dai confini della Repubblica popolare per recarsi in Europa. Nonostante questo dettaglio sulla sua vita privata, il miliardario cinese sembra apprezzare molto le aziende automobilistiche del Vecchio continente: dal 2010 il suo gruppo è in continua espansione, ha comprato 7 marchi, e con l’ultima operazione ha rilevato il 50% di Smart da Daimler (di cui detiene il 9,7% delle azioni da febbraio 2018).

Geely Holding Group è un conglomerato di aziende con sede a Hangzhou, nel sud est della Cina. Li Shufu l’ha fondata nel 1986, ma è attivo nel settore auto solo dal 1997. Geely Automobile produce modelli specifici per la Repubblica popolare e la società è quotata alla Borsa di Hong Kong. Nella classifica dei costruttori cinesi, Geely si posiziona per numero di unità vendute - più di 1,2 milioni all’anno - al quarto posto.  

In Svezia

Dal 2010 Li Shufu ha optato per una forte politica espansionista al di fuori dei confini nazionali. Per 1,8 miliardi di dollari compra da Ford il marchio Volvo, investe capitale per risanarlo con una politica intelligente che non ha fatto perdere l’identità svedese al brand.

Il quartier generale è rimasto a Göteborg, dov'è sempre stato, e il team di management non ha subito “infiltrazioni”. Risultato? Volvo non è mai stata così sana, le auto hanno subito una vera trasformazione stilistica senza perdere l'anima svedese e ora si punta all’elettrificazione anche grazie a un nuovo brand dedicato che si chiama Polestar.

Le piattaforme Volvo vengono utilizzate anche dal brand del gruppo Lynk&Co che ha già presentato il suv full-size 01, la compatta 02 e la berlina 03.

In Gran Bretagna

Nel maggio 2017 Shufu acquista il 49,9% della malese Proton, aggiudicandosi così anche il 51% di Lotus. Per far rinascere il marchio britannico i cinesi hanno investito circa 2 miliardi di dollari, a cui se ne aggiungono altri 1,3 per realizzare una nuova fabbrica nella città di Wuhan. Entro il 2022 saranno costruite tre nuove Lotus di cui una sarà un suv. I primi risultati positivi si vedono già: nel 2018 il costruttore di sportive inglesi ha immatricolato 1.630 unità, il miglior risultato degli ultimi sette anni.

La passione di Li Shufu per gli inglesi non si ferma a Lotus, perché attraverso la divisione Geely Commercial Vehicle, l’imprenditore controlla dal 2013 la società di taxi londinese London EV Company (la vecchia London Taxi Company). L’obiettivo è quello di vendere alle principali città europee i suoi black cab elettrificati, producendo 10mila veicoli entro il prossimo anno e raddoppiando i numeri entro il 2022.

Auto volanti e banche

Le attività del gruppo guardano anche al futuro. Nel novembre 2017 è stato annunciato l'acquisto di Terrafugia, la società americana che sviluppa veicoli in grado di volare e andare su strada. La società sta realizzando un veicolo chiamato Transition che verrà prodotto quest’anno.

Li Shufu non si accontenta dello sviluppo di veicoli, siano essi per la strada o per il cielo. Nell'ottobre del 2017 acquisisce il controllo di Saxo Bank, un istituto di credito danese specializzato nei servizi di trading online e brokeraggio.

In Italia

Non sappiamo se il miliardario cinese ami particolarmente l’Italia. Quello che è certo è che nel maggio 2017 era a Torino seduto a un tavolo con John Elkann: 27 miliardi di dollari l’offerta per l’intero gruppo Fca, poi svanita in un nulla di fatto. Visti i risultati ottenuti con Volvo e in attesa di quelli di Smart, Lotus e LEVC, è stata un’occasione persa per Fca? Non si può certo predire il futuro, ma le domande sono sempre lecite. 

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