Ultimo aggiornamento  19 ottobre 2019 12:04

Elettrico: Italia in ritardo ma recupererà.

Marina Fanara ·

"In Italia ci sono fior di aziende, innovative e all'avanguardia, che stanno investendo nell'elettrico: un settore nel quale siamo in ritardo, ma la strada è lunga e il nostro Paese si rifarà". E' quanto dichiarato da Francesco Starace, amministratore delegato di Enel, nel corso della presentazione di 100 Italian e-mobility stories, studio elaborato con la fondazione Symbola che racconta le esperienze delle realtà italiane impegnate nella mobilità a zero emissioni.

Un Paese alla riscossa?

Stando ai numeri, nell'ultimo anno in Italia le vendite di nuove auto a batteria sono praticamente raddoppiate passando da 5mila nel 2017 a 10mila nel 2018. E c'è stata una decisa accelerazione anche in materia di infrastrutture: "In totale, sono circa 8.300 i punti di ricarica pubblica dei vari operatori presenti sul territorio nazionale, ancora pochi ma in costante crescita", ha affermato Starace, "il nostro scopo è fare in modo che la presenza delle colonnine sulle strade diventi una normalità".

Infrastrutture in crescita

"Noi siamo in linea", ha aggiunto Francesco Venturini, responsabile di Enel X, divisione del gruppo Enel per lo sviluppo di prodotti innovativi e soluzioni digitali. "il nostro piano, varato a fine 2017, punta a installare nel Paese più di 28mila punti di ricarica entro il 2022, a fine marzo scorso abbiamo raggiunto quota 5.700 equamente distribuiti in tutta la penisola". "Un bel traguardo", sottolinea Venturini, "ma il passaggio all'elettrico in Italia è molto più complesso, anche se la transizione è ormai avviata: non bastano le infrastrutture, serve anche l'impegno della politica e dell'industria". 

Elettrico nel mondo

A livello globale, comunque, la diffusione dell'elettrico continua rapidamente a crescere: secondo la nota di Enel e Symbola, oggi nel mondo circolano 5,3 milioni veicoli a batteria (oltre tre volte in più rispetto al 2016 quando erano erano 1,5 milioni), di cui 2 milioni in Cina (+150% nel rapporto 2018 su 2017) e un milione negli Usa (+100%). In Europa, in cima alla classifica c'è la Norvegia: 250mila vetture a batteria su una popolazione che non supera i 5 milioni di abitanti.

La forza del made in Italy

Tornando all'Italia, nonostante i numeri siano ancora molto esigui, "le nostre imprese sono molto più avanti di quanto si pensi", ha ribadito Ermete Realacci, presidente Symbola, "proprio nella mobilità elettrica si scopre un'Italia molto più forte. Certo siamo indietro e ci troviamo davanti a una sfida da non sottovalutare sul versante ambientale, economico e tecnologico. Dobbiamo attrezzarci, sfruttando le eccellenze del made in Italy e contando sul fatto che nel nostro paese i problemi possono diventare opportunità".

Mille Miglia in versione green

A proposito di eccellenze, tra le 100 aziende presenti nello studio è da citare anche il ruolo dell'ACI, in particolare la Mille Miglia, storica competizione tra auto d'epoca organizzata dall'Automobile Club di Brescia che quest'anno a settembre disputerà la Mille Miglia green, prima gara di regolarità con vetture elettriche e ibride (anche prototipi e concept car) tra Brescia e Milano.

E ancora, l'Autodromo ACI di Vallelunga che ospita il primo e-mobility hub di Enel X per lo sviluppo della mobilità elettrica con tanto di test sulle piste della struttura e corsi di guida sicura con veicoli a zero emissioni.

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