Ultimo aggiornamento  22 maggio 2019 07:29

Auto robot a lezione di fisica.

Patrizia Licata ·

Per imparare a guidare bisogna unire la teoria alla pratica. Gli algoritmi di intelligenza artificiale dell’auto autonoma non sfuggono alla regola: abbinano i dati dei test in laboratorio con quelli raccolti sulle strade. Ma c’è un tassello in più, secondo una ricerca della Stanford University: le nozioni di fisica fondamentale. Un team guidato dal professore di ingegneria meccanica Christian Gerdes ha sviluppato una rete neurale, ovvero un sistema computerizzato intelligente, che include conoscenze di fisica e ha dimostrato che così la reazione alle situazioni complesse, come frenare su una strada ghiacciata, diventa più efficace.

Niki e Shelley, prova superata

Per validare il sistema, il team di ricerca ha organizzato una sfida tra l’auto-robot e un pilota in carne ed ossa. La gara si è svolta lungo la Thunderhill Raceway di Willows, California, usando due veicoli automatizzati col software della Stanford: Niki, ovvero una Volkswagen GTI, e Shelley, un’Audi TTS.

Le due auto hanno ottenuto prestazioni in linea con quelle del pilota esperto e per i ricercatori californiani il merito è anche delle nozioni di fisica che permettono al software, per esempio, di valutare l’attrito delle gomme su qualunque tipo di strada e con ogni condizione climatica: l’auto “sa” quanto in anticipo deve frenare o come affrontare una curva. Niki, che è stata testata anche al circolo polare artico e abbina i dati dell’esperienza con la fisica, è ormai abilissima nelle manovre sul ghiaccio.

La fisica è fondamentale

Oggi gli sviluppatori di software per l’automazione dei veicoli “devono spesso scegliere tra i metodi che si basano sull’uso di volumi massicci di dati e gli approcci basati sulla fisica fondamentale”, spiega il professor Gerdes. "Noi pensiamo che i progressi si otterranno unendo i due modelli e i loro rispettivi punti di forza”. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Robotics, è stato finanziato dalla National Science Foundation del governo americano col sostegno di Volkswagen Group Research. La prima applicazione dei software intelligenti che “sanno di fisica” sono i sistemi di controllo, anche per auto con automazione parziale. Sottolinea Gerdes: “Il nostro lavoro è motivato dalla ricerca della massima sicurezza”.

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