Ultimo aggiornamento  19 novembre 2019 21:22

Guida autonoma, Regno Unito in pole.

Paolo Odinzov ·

Nel Regno Unito la corsa globale al mercato dei veicoli connessi e autonomi vale un aumento di 62 miliardi di sterline per l'economia del Paese entro il 2030. A dirlo è un rapporto pubblicato dalla Society of Motor, l'associazione dei produttori e dei dealers (Smmt) insieme agli analisti di Frost & Sullivan, che ha analizzato i benefici sociali ed economici con l'aumento graduale delle auto senza pilota sulle strade.

Salvare 3.900 vite

Secondo la ricerca, i sistemi avanzati di assistenza alla guida (Adas) già disponibili sulla maggior parte delle nuove auto (a partire dalla frenata di emergenza automatica), e la progressiva diffusione dei veicoli autonomi garantiranno enormi vantaggi in termini di sicurezza. Solo in Inghilterra, si calcola che nel corso del prossimo decennio potrebbero essere evitati 47mila incidenti gravi e salvate 3.900 vite. Allo stesso tempo, verranno creati circa 420mila nuovi posti di lavoro sia nell'industria automobilistica che altri settori come nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali.

Snellire il traffico

Sempre grazie alle nuove tecnologie, in campo automotive sarà inoltre possibile snellire il traffico nel Paese permettendo ai pendolari di passare meno ore sulle strade e di recuperare ogni anno l'equivalente di un'intera settimana lavorativa.

500 milioni di investimenti

Al momento il Regno Unito è in una posizione di forza per assumere un ruolo di primo piano nella guida autonoma già nel 2021, con oltre 500 milioni di sterline già impegnate dall'industria e dal governo per la ricerca e sviluppo nel settore. Nelle principali città e lungo alcuni tratti di autostrada sono da tempo in corso test per mettere a punto oltre 80 progetti e tecnologie. Il prossimo passo consiste nel passare dalla fase di collaudo al dispiegamento nel mondo reale dove, sempre secondo la Smmt, sono tre le aree critiche per vincere la corsa al mercato globale in cui il Regno Unito ha un vantaggio significativo.

Prima di queste un supporto legislativo alle vetture a guida autonoma. E in Inghilterra è già stata messa a punto la prima normativa assicurativa al mondo per i veicoli senza pilota. Vi è poi l’elevato numero di strade nel Paese connesse e già adeguate per ospitare le varie forme di mobilità futura, oltre a una infrastruttura nel mercato idonea a commercializzare le tecnologie delle auto autonome. Il tutto, secondo lo studio, colloca il Regno Unito davanti la Germania, gli Stati Uniti, il Giappone e la Corea del Sud come destinazione globale per il lancio di massa dei veicoli senza pilota.

L'incognita Brexit

“Perché si realizzi tutto il potenziale del Regno Unito nel campo della guida autonoma occorre però che l’uscita dalla Unione Europea avvenga in modo corretto e ordinato”, ha detto Mike Hawes, amministratore delegato di Smmt. “Una Brexit senza accordo comporterebbe danni permanenti alla reputazione del Paese come destinazione politicamente stabile per gli investimenti interni. Serve un accordo che supporti sia l'industria sia la collaborazione tecnologica, soprattutto nei dati”.

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