Ultimo aggiornamento  27 maggio 2019 15:16

Valle D'Aosta: più elettrico e pedali.

Marina Fanara ·

Almeno 250 nuove colonnine di ricarica entro i prossimi due anni e incentivi a chi usa la bicicletta per andare al lavoro. Con queste due iniziative la Valle D'Aosta si avvicina al suo obiettivo: diventare una regione a zero emissioni.

250 colonnine pulite al 100%

Le nuove stazioni di ricarica, tutte alimentate da fonti rinnovabili, sono frutto di un accordo tra Be Charge (azienda che si occupa di infrastrutture e servizi di mobilità elettrica) e Cva (Compagnia valdostana delle acque). L'intesa prevede anche la sperimentazione di soluzioni innovative in materia di vehicle to grid (scambio di energia tra veicolo e rete) per economizzare maggiormente la gestione di un'auto a batteria. L'intero rifornimento elettrico avviene tramite app di Be Charge, dalla prenotazione del servizio al pagamento. 

Casa-lavoro, tutta la regione in bici

Nel frattempo, il Consiglio regionale ha ripreso il suo iter per l'approvazione di un provvedimento sulla mobilità sostenibile, presentato lo scorso luglio e poi interrotto per mancanza di fondi. Tra le misure contenute nella norma il varo di incentivi per l'uso della bici nei percorsi casa-lavoro. La proposta è stata discussa durante una riunione congiunta tra le Commissioni Assetto del territorio e Sviluppo economico.

Sui pedali 25 centesimi a chilometro

L'intenzione dell'amministrazione regionale (sostenuta in particolare dal consigliere Luca Distort) è quella di estendere a tutta la Valle D'Aosta l'iniziativa già promossa a livello locale, per esempio nel Comune di Charvensod. Una località dove, da aprile a ottobre prossimo, chi usa la bici da e per la sede di lavoro riceve dai 20 ai 25 centesimi a chilometro (in base al tipo di veicolo, se a pedalata assistita o tradizionale) per un massimo di 5 euro al giorno e 60 euro al mese. Soldi che possono essere spesi sotto forma di buoni negli esercizi commerciali che aderiscono all'iniziativa.

"Il beneficio ambientale che produce andare al lavoro in bicicletta", sottolinea Distort, "è solo un aspetto al quale vanno aggiunti l'impatto positivo sulla salute dei cittadini e, non ultimo, la diminuzione delle auto in circolazione con relativo aumento dello spazio pubblico a disposizione degli altri utenti della strada, ciclisti e pedoni".

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