Ultimo aggiornamento  08 aprile 2020 04:23

Nio impone l'esclusiva agli investitori.

Giovanni Barbero ·

Nio, il costruttore cinese di veicoli elettrici, ha impedito alle 8 banche d’investimento che l’hanno quotato in borsa di lavorare anche con altri costruttori automobilistici concorrenti. La firma della clausola di non concorrenza per un anno è avvenuta contestualmente alla quotazione. Gli istituti interessati sono Bank of America Merrill Lynch, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, JPMorgan, Morgan Stanley e UBS.

Il patto di non concorrenza, lo stesso che firma parte del personale quando decide di lasciare l’azienda, evidenzia la grande competizione che c’è in Cina tra società che operano nello stesso settore. Il motivo è semplice: nonostante la Repubblica popolare sia il primo mercato al mondo delle vetture a zero emissioni attualmente in crescita, è comunque difficile per le aziende rimanere a galla.

La lista nera

L’elenco delle società proibite comprende circa 10 nomi anche se le condizioni variano a seconda delle specificità di ciascun contratto. Tra gli altri figurano Xpeng Motors, WM Motor e Byton. Proprio Byton all’inizio dell’anno era in cerca di investimenti esterni per un valore di 500milioni di dollari.  

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