Ultimo aggiornamento  16 luglio 2019 10:00

Sir Elton John: “Amo bolidi e auto di lusso”.

Giuseppe Cesaro ·

“Avevo sempre collezionato Aston Martin. Poi ho acquistato la mia prima Bentley: quando guidi macchine come quella e ti rendi conto della qualità della lavorazione e della loro bellezza, e capisci che non hai più bisogno di nient’altro”.

Super rockstar

Chi parla così non è un pilota professionista né un collaudatore né un grande designer o un capitano d’industria. È un signore che ha alle spalle ben cinquantacinque anni di grande musica. Grandissima, anzi. Nella “Songwriters Hall of Fame” dal ’92 e nella “Rock and Roll Hall of Fame” dal ’94 è 49esimo tra i 100 più grandi artisti di sempre, secondo il mensile Rolling Stone.

Sir Elton

Di chi parliamo? Di Reginald Kenneth Dwight (nato a Londra il 25 marzo 1947: 72 anni lunedì prossimo), più noto al mondo come Elton Hercules JohnSir Elton John, per la precisione. Nel ’98, infatti, Elisabetta II lo nomina Cavaliere, per i servigi resi alla musica, alla cultura e per le sue attività di beneficenza (la sua Elton John Aids Foundation è una delle principali organizzazioni non profit del pianeta). È la seconda onorificenza. Nel ’96, infatti, aver ricevuto il titolo di CBE: Commendatore dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico.

Al suo attivo più di 4mila spettacoli in oltre 80 paesi, 400 milioni di dischi venduti, 6 album e 6 canzoni nella lista dei 500 album e delle 500 canzoni più grandi di sempre (Rolling Stone); 38 dischi d'oro e 31 platino o multi-platino; il singolo più venduto di tutti i tempi, “Candle In The Wind”;  67 brani nella “Hot 100” tra il 1970 e il 2000, tra cui 9 "number one" e 27 nei primi dieci; 7 album al n. 1 in soli tre anni e mezzo (tra ’72 e ’75): meglio di lui, solo i Beatles.

Oscar & Co.

Numeri da capogiro ai quali si aggiunge una lista sterminata di premi e riconoscimenti tra i quali non è possibile non ricordare: 1 Oscar (su 3 nomination) e 1 Golden Globe per la migliore canzone (“Can You Feel the Love Tonight”, 1995 colonna sonora de “Il Re Leone”), 5 Grammy (su 11 nomination: ‘86, ‘91, ‘94, ‘97, 2000), 1 Grammy Legend Award (2001), 13 Ivor Novello Award (tra 1973 e 2001) e 1 Tony Award (su 4 nomination) come miglior colonna sonora per l’Aida, realizzata insieme al grande paroliere Tim Rice (quello di “Jesus Christ Superstar” ed “Evita”, per intenderci: vincitore di 3 Oscar).

L’Aston usata dei Bee Gees

A 17 anni, nonostante qualche problemino alla vista e un errore nell’inversione a U, Elton/Reginald supera l’esame di guida. Primi mezzi di trasporto: Ford Popular (una millecento piuttosto spartana, che superava di poco i 110 chilometri orari), Austin Somerset (una milledue, mid-size, prodotta tra il ’52 e il ’54 in poco più di 170mila esemplari) e Singer Chamois, appena un po’ più moderna e brillante delle precedenti ma sempre piuttosto "cheap".

“Poi ho avuto una Ford Escort GT”, ricorderà Sir Elton (4 cilindri 1.298 cm³ da 76 cavalli). È il 1970 e, per il ventitreenne musicista inglese, le porte del successo cominciano ad aprirsi. “Il manager mi disse: ‘Perché non cambi auto?”. Finalmente arrivano “Your Song” (1970, forse la sua canzone-simbolo: settima in patria, ottava negli Usa) e “Rocket Man” (1972: seconda nel Regno Unito, sesta negli Usa) e le cose iniziano a girare alla grande. E anche le auto. A partire dalla prima Aston Martin, comprata usata da Barry Gibb, uno dei tre Bee Gees.

Più di 100 Jaguar d'epoca

Non fanno sognare solo le sue canzoni: anche le sue auto. “Ho sempre amato i bolidi e le auto di lusso – spiegherà – e, appena ho potuto permettermeli, ho dato pieno sfogo alla mia fantasia”. Fantasia sfrenata, dal momento che sembra abbia collezionato più di 100 Jaguar d’epoca.

Non si sa se sia più lunga la lista dei n.1 che è riuscito a sparare in vetta alle classifiche internazionali o quella delle auto che affollano il suo garage personale, in grado di ospitarne comodamente una trentina. Quello che si sa è che, qualche anno fa (2001), attraverso la celeberrima casa londinese Christie's, ha messo all’asta un impressionante set di 20 super car, raggranellando ben 2 milioni di sterline (più di 3.2 milioni di euro al cambio di allora), andando molto al di là delle previsioni della casa d’aste, che le aveva valutate tra 800mila e 1,1 milioni di pounds.

Impossibile guidarle tutte

"Sono lontano da casa così tanto tempo e nessuno ci sale sopra – aveva dichiarato alla stampa inglese - preferisco che la gente se le goda. Io riesco a farlo solo ogni tanto. Ho così tante cose che non riesco più ad usare: è fisicamente impossibile. E anche se rimanessi qui tutto il tempo, non riuscirei mai a guidarle tutte!” “Quando Elton vuole una macchina – aveva spiegato John Newman, la persona che cura il parco auto della rockstar – non chiede un’auto qualunque: dice quale vuole. Ciò significa che tutte le auto devono essere sempre pronte.”

Battute e imbattibili

A quali auto si riferiva? Beh a quattro Aston Martin V8, due Jaguar, tre Ferrari, 9 Bentley e 2 Rolls. “Terrò otto macchine – dichiarò Sir Elton - sono più che sufficienti. E smetterò di collezionarle”. Mr. Newman, però, che lavorava con lui da più di vent’anni, non ne era così convinto: “Conoscendo Elton, ho la sensazione che i garage non rimarranno vuoti a lungo”, commentò. Non sbagliava.

Ecco – in ordine di anzianità - i 20 gioielli (valore in euro), battuti anche se imbattibili: Bentley S1 Continental Fastback 1956 (acquistata per 228mila euro), secondo l’artista "La più bella macchina mai progettata", Bentley S2 Continental Flying Spur 1960 (110mila), Rolls-Royce Silver Cloud III Saloon 1963 (139mila), l'unica con la guida a sinistra, Bentley S3 Standard Steel Saloon 1964 (87mila), Bentley S3 Continental Drophead Coupe 1964 (112mila), Bentley S3 Continental Fixed Head Coupé 1965 (66mila €), conosciuta come "Lanterna Cinese", Jaguar E Type Series 1 4.2 Roadster 1965 (130mila), la preda più ambita a causa della targa: "OKEl", "Okay Elton", Rolls-Royce Phantom VI Limousine 1973 (360mila), Bentley Corniche Convertible 1975 (80mila), Aston Martin V8 Vantage Coupé 1978 (130mila), un tempo dipinta con il giallo e il rosso della maglia del Watford Football Club (squadra di cui John è stato presidente dal ’77 al ’87 e poi dal ’97 al 2001: dal 2008 è presidente onorario) e successivamente normalizzata con una livrea in blu scuro e interni magnolia, Aston Martin V8 Volante 1984 (140mila), Aston Martin V8 Vantage Coupé 1985 (165mila), Ferrari 412 Sports Coupé 1986 (68mila), Aston Martin V8 Vantage Volante 1987 (164mila),  Ferrari Testarossa 1987 (80mila), Bentley Turbo R Four Door Saloon 1987 (80mila), la limousine che accompagnò Sir Elton ai funerali di Lady Diana, Ferrari 512 TR 1992 (144mila) con meno di 3mila chilometri nelle ruote, Jaguar XJ220 1993 (379mila: la quotazione più alta dell’asta), costruita in soli 80 esemplari, Bentley Continental Convertible 1994 (263mila), Bentley Turbo R 400 Four Door Saloon 1997 (133mila), prodotta in soli 6 esemplari: l’auto che accompagnò Elton John a Buckingham Palace per il conferimento del Cavalierato.

“Quando le offerte continuavano a salire al di sopra delle stime – dichiarerà - ero elettrizzato e sorpreso. È bello sapere che la gente dà un valore così grande alle tue auto e che tutto l’impegno che hai messo nel prenderti cura di loro nel corso degli anni è valso la pena. Spero che i nuovi proprietari si godano queste auto tanto quanto me le sono godute io”. 

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