Ultimo aggiornamento  22 luglio 2019 01:07

A Novara le casette aspira polveri.

Marina Fanara ·

Somigliano a un'edicola a forma di rettangolo con larghezza pari a 4 metri e altezza di 4,5 metri e servono per eliminare dall'aria le polveri sottili funzionando come un mega filtro ad altissima potenza. 

Tre di queste casette "mangia polveri sottili" verranno sperimentate per un paio di mesi a Novara, in un'area delimitata dai quartieri Sacro Cuore e San Martino, rispettivamente all'incrocio tra via Camoletti e viale Giulio Cesare, in largo Leonardi e piazza Sacro Cuore. "Si tratta di una zona ad alta densità di traffico ma anche ad alta pedonalizzazione", ci spiega l'assessore all'Ambiente Marina Chiarelli

Tre casette in prova

"Novara è una città che, come tutta l'area padana, è ad alto rischio inquinamento", continua l'assessore, "e come tale è soggetta a un continuo monitoraggio della qualità dell'aria da parte dell'Arpa (l'Agenzia regionale per l'ambiente, ndr). Ho cercato di capire se ci fossero soluzioni in grado di abbattere le emissioni e alla fine questa della casetta mangia smog ci è sembrata idonea a una sperimentazione".

Zero spese per il Comune

La stazioni in questione, la cui sperimentazione dovrebbe iniziare intorno ad aprile-maggio prossimo, sono progettate e realizzate dalla SystemLife, un'azienda del padovano, che grazie a un accordo con il Comune ha dato la propria disponibilità ad installare, gestire ed eventualmente rimuovere le strutture mangia smog. Il tutto a costo zero per l'Amministrazione

"Tenuto conto dei tempi necessari per le varie procedure burocratiche", sottolinea Marina Chiarelli, "abbiamo 5 mesi per verificare funzionamento e risultati di questa tecnologia, ma tra autorizzazioni varie, sistemazione, allacciamenti, alla fine la sperimentazione vera e propria durerà un paio di mesi. Per questo abbiamo ipotizzato una proroga dell'accordo per altri 5 mesi".

Aspira polveri con la pubblicità

Terminato il periodo di prova, se la riduzione delle polveri sarà soddisfacente, il Comune ha già deciso di lanciare un bando pubblico per adottare questa soluzione su larga scala, prevedendo all'incirca 29 stazioni in tutta la città. L'iniziativa, come dicevamo, non comporta alcun onere per le casse pubbliche.

"L'operazione conviene a entrambi", spiega l'assessore, "l'azienda fornitrice coprirà tutti i costi di installazione e manutenzione, oltre alla tassa per l'occupazione del suolo pubblico. Il Comune inoltre potrà utilizzare il 30% dei pannelli pubblicitari di cui sono dotate le centraline anti smog. L'azienda, dal canto suo, pur pagando tutti gli oneri, potrà vendere il restante 70% degli spazi pubblicitari delle casette e rifarsi dei costi. Insomma, l'operazione si ammortizza con la pubblicità".

15 mila metri cubi d'aria l'ora

Il funzionamento dei box è semplice: secondo quanto dichiara l'azienda, la casetta aspira l'aria dal basso, la depura grazie a un enorme filtro e la rimette nell'ambiente pulita dalle polveri inquinanti di ogni genere, dal PM 10 alle nano particelle. Le emissioni nocive vengono raccolte in un contenitore interno alla struttura che, ogni paio di mesi, va sostituito e smaltito.

Ogni singola centralina funziona 24 su 24, asserisce ancora il produttore, ed è in grado di trattare fino 15 mila metri cubi d'aria l'ora, pari a quanto respirano in un giorno circa 18 mila persone. "Il nostro obiettivo è di ridurre le polveri sottili di circa il 20%", ci dice l'assessore, "però, considerando che la sperimentazione verrà attuata nei mesi estivi, quando la concentrazione degli inquinanti è più bassa, anche una percentuale minore di riduzione per noi sarebbe già un motivo sufficiente per replicare l'esperimento in autunno". 

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Inquinamento  · Misure anti smog  · Novara  · Polveri Sottili  · 

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