Ultimo aggiornamento  22 ottobre 2019 05:48

I conti in tasca all'auto elettrica.

Patrizia Licata ·

L’auto elettrica costa meno. L’ente di ricerca no-profit International Council for Clean Transportation (Icct) ha messo a confronto i costi di acquisto e gestione della Volkswagen Golf nelle versioni benzina, diesel, ibrida e a batteria in cinque paesi europei - Regno Unito, Germania, Francia, Paesi Bassi e Norvegia – e ha concluso che ovunque comprare e usare la full electric costa meno.

Ciò si deve alle politiche governative a favore della mobilità a emissioni zero: agevolazioni all’acquisto, sconti sulla tassa di proprietà e sul costo dell’energia ed esenzioni dal pagamento dei parcheggi pubblici e dei pedaggi rendono l’auto  elettrica più conveniente non solo per l’ambiente ma anche per le tasche dell’automobilista.

Premiati i norvegesi

Gli automobilisti norvegesi godono dei vantaggi più sostanziosi, secondo lo studio condotto dal team della ricercatrice Sandra Wappelhorst: in virtù dell’esenzione dalla tassa di immatricolazione una Volkswagen Golf a batteria costa complessivamente il 27% in meno della versione diesel in Norvegia nell’arco di quattro anni.

In Olanda, Germania e Francia si risparmia tra l’11% e il 15% rispetto al gasolio. Il Regno Unito si ferma a un risparmio del 5%: gli incentivi pubblici sull’acquisto dell’auto elettrica sono i più esigui. L’agevolazione fiscale fa la differenza ancor più dello sconto in concessionaria e qui Norvegia e Paesi Bassi vincono: l’Icct stima che un automobilista olandese o norvegese avrà risparmiato quasi 40mila euro in quattro anni con una Golf elettrica, quello francese circa 20mila euro, quello tedesco 6mila.

I prezzi scendono. Per tutti

L’Icct prevede anche che, tra il 2025 e il 2030, i prezzi delle auto elettriche saranno equivalenti a quelli delle auto a benzina oggi, grazie al calo dei costi della batteria, la componente che più pesa sul listino. A quel punto non ci sarà più bisogno di sconti in concessionaria, mentre gli sgravi fiscali (per esempio sul bollo) per le ibride ed elettriche potranno essere ancora usati per far crescere il mercato delle auto ecologiche (emissioni sotto i 50 grammi di CO2/chilometro), di pari passo con la tassazione dei modelli diesel e benzina (emissioni  tra i 100 e 200 g di CO2/km) che andrebbero a finanziare le agevolazioni per le elettriche.  

Le contraddizioni dell’ibrido

Nella ricerca dell’Icct i modelli ibridi risultano poco convenienti per il consumatore. Sono veicoli molto meno inquinanti delle versioni benzina e diesel e oggi garantiscono all’automobilista totale tranquillità nei lunghi tragitti, dove subentra efficacemente il motore tradizionale se la batteria elettrica è scarica. Ma, appunto, la presenza di due motori fa salire il prezzo dell’acquisto e della manutenzione. Francia e Regno unito risultano al momento i paesi più penalizzati: l’ibrida, nell’arco di quattro anni, conviene meno del diesel. 

Servono più colonnine

“L’auto elettrica in città copre praticamente tutti i tragitti ed è la scelta più efficiente anche come costo”, sottolinea l’autrice dello studio Sandra Wappelhorst. “Fuori città forse un po’ meno”. La ricercatrice ribadisce l’importanza di una capillare infrastruttura per la ricarica, ma anche il ruolo della normativa sulla riduzione delle emissioni: stimola i costruttori a mettere sul mercato un numero crescente di nuovi modelli a basso impatto ambientale con prezzi via via più accessibili grazie alla concorrenza di più marchi.

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