Ultimo aggiornamento  18 settembre 2019 07:19

Il balzo di Giugiaro.

Edoardo Nastri ·

Due posti, quattro ruote motrici e sterzanti e uno stile da hyper suv coupé. Al Salone di Ginevra Fabrizio e Giorgetto Giugiaro hanno presentato Kangaroo, la seconda vettura marchiata GFG Style, l'azienda con sede a Moncalieri che hanno aperto nel 2015, dedicata allo studio, design e sviluppo di veicoli innovativi e concept car.

Il nome del prototipo non è certo casuale. “Kangaroo scatta da una parte all’altra, agile, velocissima, sembra saltare di qua e di là proprio come un canguro”, spiega Fabrizio Giugiaro. "L’idea alla base della realizzazione era quella di creare un veicolo senza compromessi, che trasmettesse il piacere di guida di una vettura sportiva con architettura da coupé, ma inarrestabile come un suv".

Versatilità totale

“Passione senza compromessi e sportività in una sola macchina, fruibile in qualsiasi condizione stradale: pista, sabbia, fango o neve. Kangaroo rappresenta tutto questo, un concetto che mi affascina da tempo”, continua Giugiaro. Qualcosa di simile il progettista torinese l’aveva già studiato nel 2013 con la Italdesign Parcour, suv coupé con motore 5.2 V10 montato centralmente di origine Lamborghini.

Oggi invece a far “saltare” la Kangaroo c’è un motore elettrico da 360 chilowatt, con un pacco batterie da 90 chilowattora in grado di sviluppare 680 newtonmetri di coppia, che fanno scattare la vettura da 0 a 100 chilometri orari in 3,8 secondi. La Kangaroo è leggera grazie al telaio in alluminio e a un corpo in fibra di carbonio. Tre modalità di guida permettono di variare il carattere dinamico della vettura, cambiando l’altezza da terra e la taratura delle sospensioni: Racing (140 millimetri), Road (190 millimetri) e Off-Road (260 millimetri).

Grande cupola in vetro

L’architettura della Kangaroo è quella di una coupé a due posti con carrozzeria e sospensioni rialzate. L’anteriore presenta linee affilate con fari sottili e uno spoiler che cambia configurazione, modificando l’assetto del veicolo a seconda delle condizioni di marcia, ai lati troviamo due prese d’aria squadrate. Al centro, tra i due proiettori, c’è il logo GFG Style e sul fianco spiccano i grandi cerchi da 22 pollici e un'unica linea tesa che parte dai proiettori e finisce sul retro. Il posteriore è squadrato ed è occupato per la quasi totalità dello spazio da un elemento simile a una griglia che nasconde diverse funzioni, come luci a led e sensori.

La parte superiore è caratterizzata da una grande cupola in vetro che ricopre l’abitacolo e fa filtrare molta luce all’interno, scongiurando la sensazione di claustrofobia. Sopra di essa ci sono due telecamere e alcuni sensori per la guida in modalità autonoma. Una sezione del cupolotto in vetro si apre verso l’alto per facilitare l’accesso in vettura, una soluzione stilistica e tecnica che richiama quanto visto sulla Sibylla, la concept car di GFG Style presentata lo scorso anno al Salone di Ginevra.

Tre schermi, tre funzioni

Tre schermi dominano gli interni. Il primo è posizionato sulla console centrale e serve per controllare le funzioni generali del sistema infotainment. Il secondo e il terzo sono davanti agli occhi del guidatore su due piani diversi. Quello più vicino è un cruscotto digitale e mostra informazioni come velocità, autonomia, modalità di guida e altro, l’ultimo assolve alla funzione di grande specchietto retrovisore, trasmettendo tutto quello che accade intorno al veicolo.

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