Ultimo aggiornamento  25 aprile 2019 04:04

Renault Clio e Peugeot 208, francesi diverse.

Francesco Paternò ·

Al Salone di Ginevra gli stand della nuova Renault Clio e della nuova Peugeot 208 sono a circa duecento metri di distanza. Vicine. Ma molto più lontane se si guardano le scelte compiute dai due costruttori per berline di segmento B che in Italia sono ancora il cuore del mercato ma che in Europa perdono colpi, sotto attacco da parte di suv e crossover sempre più compatti e sempre più di moda.

Come cambiano

Clio e 208 sono diverse per filosofia, pur avvicinandosi adesso nella lunghezza, con la seconda cresciuta fino ai 4,05 metri della prima. Viste da vicino, si coglie subito che mentre la Clio ha mantenuto una linea sostanzialmente uguale alla precedente, la 208 ha cambiato tutto. E se la prima è rimasta volutamente così per continuare a piacere a tutti – in Italia è stata l’auto straniera più venduta – la seconda strizza intenzionalmente l’occhio a un pubblico più giovane. Grazie a linee più tese, a una fanaleria di coda che riprende quella di successo del suv 3008, a un assetto più basso che fa un po’ Mini.

Le scelte di van den Acker

Laurens van den Acker, designer di Renault, ha dichiarato di aver riservato le maggiori innovazioni all’interno della Clio, dove per esempio si trova uno schermo molto più grande per l’infotainment. L’auto arriverà sul mercato in settembre e l’altra novità che la differenzia dalla 208 è l’inserimento in gamma per la prima volta di una versione ibrida, in vendita nella prima metà del 2020. Del resto, nello stesso segmento vendono la Zoe elettrica pura.

Una ibrida, una elettrica

La piccola Peugeot, commercializzata dalla fine dell’anno, è stata invece presentata subito con una versione elettrica pura (con una autonomia da 340 chilometri ciclo Wltp) a fianco di quelle equipaggiate con motori benzina e diesel (tutto sulla stessa nuova piattaforma). Curioso: Peugeot e il gruppo Psa cui appartiene hanno fin qui sempre diffidato dell’elettrico, mentre Renault si è fin qui tenuta lontano dall’ibrido. Ma il mondo cambia.

L'impronta di Gilles Vidal

Gilles Vidal, designer di Peugeot, ha dato alla nuova 208 un’impronta più sportiva sia fuori che dentro, con all’interno il cruscotto su due livelli che ormai in Peugeot è diventato un marchio di fabbrica. Nell’immagine complessiva della vettura, sembra quasi che Vidal si sia ispirato alle 205 più performanti degli anni ’80, glorie del marchio.

Resta solo da dire che sia van den Acker che Vidal avevano già disegnato le precedenti generazioni di Clio e 208. Con successo di mercato entrambi. Per la nuova partita, mettetevi in fila.

Tag

Ti potrebbe interessare

· di Paolo Odinzov

Al Salone svizzero è tutta nuova la berlina francese di segmento B. Da subito a batteria e zero emissioni, a fianco di versioni benzina e diesel

· di Edoardo Nastri

La piccola francese cambia soprattutto all'interno dove l'analogico è stato sostituito dal digitale. Il pubblico la vedrà a Ginevra (7/17 marzo). Sarà anche ibrida