Ultimo aggiornamento  25 settembre 2020 15:57

Nio, addio alla fabbrica di Shanghai.

Valerio Antonini ·

La giovane Casa cinese di auto elettriche Nio – il cui nome cinese "Weilai" significa “cielo limpido in arrivo” – ha deciso di non costruire più la nuova fabbrica a Shanghai, la città dove l'azienda è stata fondata nel 2014: la posa della prima pietra era prevista entro il 2020.

La retromarcia è stata annunciata in un comunicato pubblicato sul sito ufficiale di Nio.

Le cause del rosso

Il motivo dello stop sarebbe da ricondurre alla perdita netta di oltre un miliardo di euro (entrate ferme a circa 600 milioni) fatta registrare dall’azienda nel 2018.

Il bilancio in rosso sarebbe dovuto principalmente agli eccessivi costi sostenuti da Nio per ricerca e sviluppo, oltre che alla contrazione nelle vendite registrata - per la prima volta - dal mercato cinese. Le casse del costruttore non potrebbero sostenere anche le spese necessarie alla costruzione di una fabbrica, almeno per adesso.

Prezzi bassi

L’obiettivo di Nio resta quello di continuare a sviluppare veicoli ad alte prestazioni e zero emissioni dal prezzo più basso rispetto alla concorrenza, riuscendo anche a costruirli da sé. Al momento, infatti, è il gruppo di proprietà statale Jac Motors che si occupa della fabbricazione del suv a batteria Es8, con relative spese supplementari a carico di Nio.

Per metterlo sul mercato, l’azienda di Shanghai spende quasi quanto fa Tesla per commercializzare una Model X. Il valore di un Es8 appena uscita dalla fabbrica è però molto più basso rispetto al suv di Musk.

Nonostante tutto, i risultati di vendita di Nio dicono che il marchio ha un suo mercato: dei 12mila esemplari prodotti fin qui, 11mila sono già stati consegnati.

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