Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 22:01

#GimsSwiss: Volkswagen, con l’elettrica tutto è possibile.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

GINEVRA - Transizione verso il futuro. Ovvero elettrificazione. Il Salone di Ginevra 2019 del gruppo Volkswagen si gioca tutto su questo tema, anticipato come da tradizione alla Group night dell’industria tedesca che precede di qualche ora l’apertura delle porte dello show svizzero.

Nessun investe come noi sull’elettrificazione dichiarano subito in Volkswagen. Un percorso iniziato nel 2018 con la prima e-tron di Audi che continuerà con la Volkswagen ID Neo lanciata entro la fine dell’anno. I piani sono quelli già annunciati: 50 elettriche pure, senza alcun tipo di motore a combustione a bordo, entro il 2025. Un investimento complessivo di 44 miliardi di euro, 30 dei quali fino al 2023.

Piattaforma milionaria

Tutto ruota intorno alla piattaforma MEB pensata e sviluppata specificatamente per la trazione solo elettrica. È l’anima dei futuri modelli a batterie del gruppo. Ne vedremo di tutti i tipi: “La diffusione in milioni di esemplari della piattaforma MEB, consentirà l’avvio di economie di scala che renderanno sostenibili, dal punto di vista finanziario, anche modelli di nicchia come può essere l’ID Buggy”, annuncia Herbert Diess, numero uno del gruppo tedesco.

In sintesi, con l’elettrico tutto sarà possibile anche quello che oggi non lo è. Compreso il ritorno del Maggiolino la cui produzione si concluderà nel 2019, proprio per l’impossibilità di far quadrare i conti. Nel complesso dovrebbero essere, secondo le stime di Diess, circa 15 milioni le auto prodotte sulla base della MEB. Tanto più se la piattaforma sarà condivisa con altri, come dimostra l’accordo delle scorse ore con la startup e.Go che realizzerà, secondo fonti interne, dei veicoli commerciali elettrici sulla MEB.

Il momento giusto

“La mobilità elettrica è pronta e questo è il momento giusto per la sua diffusione”, dichiara ancora Diess. Che cerca poi di rassicurare sull’ansia da autonomia: “Nelle principali autostrade europee ci sono ormai colonnine di ricarica ogni 200 chilometri”. Parole, queste sulle infrastrutture, che in Italia sembrano ancora un sogno tutto da realizzare.

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