Ultimo aggiornamento  22 ottobre 2019 05:15

Ford Capri, la sportiva per tutti.

Massimo Tiberi ·

Aspetto da vera sportiva ma economica, facile da guidare e, soprattutto, in grado di ospitare comodamente quattro persone. Non è un controsenso, quanto piuttosto la formula scelta dalla Ford per un modello, la coupé Capri, che avrà grande successo commerciale per oltre un quindicennio, a partire dal lancio sul mercato nel 1969.

Progetto condiviso

Il parto è lungo e complesso, con il coinvolgimento delle filiali europee, inglese e tedesca, che per la prima volta lavoreranno insieme alla definizione del progetto. Dopo vari prototipi, dall’ultimo battezzato internamente Colt nasce dunque la nuova Capri, riprendendo un nome già utilizzato negli Usa e per la versione coupé della britannica Consul.

Nello stile, la debuttante riprende un po’ l’impostazione della Mustang, in particolare proponendo un cofano anteriore molto lungo e una parte posteriore invece più raccolta. All’interno, lo spazio per i passeggeri è soddisfacente in rapporto sia alle dimensioni esterne (4,26 metri di lunghezza e 1,64 di larghezza) che alla categoria di appartenenza.Anche il vano bagagli è ampio, a conferma della vocazione di sportiva polivalente alternativa alle classiche 2+2 di scuola italiana, come le derivate dall’Alfa Romeo Giulia o dalla Lancia Fulvia.

Alla ricerca del comfort

Nella meccanica, si segue il filone tradizionale delle Ford popolari, senza avventurarsi in soluzioni troppo sofisticate. La trazione è posteriore, lo schema delle sospensioni con retrotreno ad assale rigido e balestre, lo sterzo è a cremagliera privo di servocomando e l’impianto frenante misto con servofreno sulle versioni superiori: un complesso che guarda più al comfort e all’affidabilità di comportamento che non alla dinamica in senso stretto. Discorso analogo per quanto riguarda la gamma motori, con alla base i quattro cilindri 1300, 1500 e 1700 da 50 a 75 cavalli e al vertice i 6 cilindri 2000 e 2300 da 85 a 108 cavalli. Tutti con architettura a V e alimentazione a carburatore (doppio corpo per i più potenti), non certo ai vertici quanto a prestazioni, sono accoppiati ad un cambio a 4 marce o, a richiesta, con un automatico a partire dal 1500.

Molto vasta l’offerta di varianti diverse negli allestimenti e nella dotazione di accessori, da quelle con soltanto l’indispensabile alle GT e XL con sottolineature estetiche, strumentazioni arricchite e qualche raffinatezza, dal tetto coperto in vinile al bracciolo estraibile tra i sedili posteriori. Di gusto americaneggiante le finiture, che mascherano la sostanza utilitaria con soluzioni come il finto legno per la plancia.

Guadagna potenza

Già nel 1970, comunque, la filosofia della “sportiva tranquilla” si articola con un (lieve) incremento di potenza per alcuni dei motori e si aggiunge un V6 2600 da 125 o 150 cavalli per la versione RS, con alimentazione ad iniezione, in grado di superare i 200 all’ora e che, elaborata, comincia a farsi valere nelle competizioni. Dal 1972 la meccanica cresce di tono con distribuzione ad albero a camme in testa e disposizione in linea per i quattro cilindri, mentre le potenze aumentano ancora e, al vertice, arriva un tre litri. Il massimo del temperamento si raggiungerà a partire dal 1978, con un 2800 aspirato o turbo, e grazie all’intervento di preparatori come Cosworth o Zakspeed le “casalinghe” Capri diventano in gara degli impressionanti Mister Hyde da 600 cavalli. Nel frattempo, molti sono gli interventi di aggiornamento nello stile e negli equipaggiamenti ma a segnare una svolta funzionale importante è soprattutto, nel 1974, l’adozione del portellone posteriore che distinguerà una vera e propria seconda generazione.

Ottimo prezzo

Dopo poco meno di due milioni di unità prodotte e dopo aver fatto scuola (basti pensare alla Opel Manta o alla Renault 15), la coupé Ford lascia il mercato nel 1986. Da noi le preferenze sono andate ai modelli di cilindrata inferiore, apprezzati per l’ottimo controvalore, in particolare d’immagine, rispetto ai prezzi contenuti: a partire da 1.200.000 lire, al livello di ben più anonime berline. 

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