Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 11:34

Eco-bonus, come funziona in Europa.

Paolo Borgognone ·

In alcuni paesi europei gli eco-bonus per il settore automobilistico sono già una realtà. Ecco come funzionano, aspettando che l'1 marzo in Italia entri in vigore la nuova misura legislativa che comprende (come all'estero) anche una eco-tassa. La norma, contenuta nella legge di bilancio, prevede incentivi per l'acquisto di auto a più basso impatto inquinante e una tassazione progressiva per chi sceglie auto a diesel o benzina con emissioni di CO2 superiori a 160 grammi per chilometro.

Francia, in vigore dal 2018

La Francia ha introdotto una legge sul bonus-malus nel 2018. Tutti i veicoli che emettono meno di 20 grammi di Co2 per chilometro hanno diritto a un incentivo di 6mila euro al momento dell'acquisto. A questi si aggiungono 200 euro - in caso di rottamazione di un veicolo di oltre 15 anni di età - e un contributo (sempre per l'acquisto di una vettura nuova poco inquinante) di altri 2.500 euro se si rottama una diesel ante 2006.

L'ecotassa parte da 50 euro per le vetture che emettono 120 grammi per chilometro e arriva a un massimo di 10.500 quando vengono superati i 185.

Spagna taglio al bollo

Differente la soluzione offerta dalla Spagna. Per le auto più inquinanti è in vigore una speciale tassazione che incide sul prezzo di vendita. Si va da un minimo del 4,75% (CO2 tra 121 e 159 grammi per chilometro) a un massimo del 14,75% per emissioni oltre i 200 grammi. 

Sull'altro versante della legge, le auto Euro 6 e tutte quelle con alimentazione alternativa non pagano il bollo. 

Regno Unito dal 2001

La Gran Bretagna è stato uno dei primi Paesi a indicare la strada del bonus malus legato alle emissioni di CO2. La legge è infatti in vigore oltremanica dal 2001 e incide sulla tassa di circolazione. Le auto che emettono fino a 100 grammi per chilometri non pagano, poi la tariffa sale proporzionalmente fino a raggiungere il massimo di 535 sterline per le auto da oltre 255 grammi.  

Nel Regno Unito esiste anche - dal 2010 - una sovrattassa una tantum che si paga esclusivamente nell'anno dell'immatricolazione e che varia dalle 10 fino alle 2mila sterline. Le emissioni alternative hanno uno sconto di 10 sterline. 

Svezia e Belgio agli antipodi 

La Svezia - con un provvedimento entrato in vigore nel 2018 - ha semplificato di molto la gestione del sistema di eco-bonus ed eco-tassa. Chi acquista un veicolo nuovo a basse emissioni ha diritto a un contributo statale pari a 6mila euro. Per le altre emissioni è prevista invece una sovrattassa sul bollo

Ben più complicata la scelta del Belgio, a causa della autonomia impositiva delle due regioni da cui è costituito il Paese, Fiandre e Vallonia. Nella prima la tassa di immatricolazione  è basata su due fattori: emissioni di CO2 e consumo dichiarato. Gli importi diminuiscono con l'anzianità del veicolo. 

In Vallonia, invece la sovrattassa parte da una emissione di 146 grammi per chilometro e raggiunge il massimo (2.500 euro) sopra i 255. 

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