Ultimo aggiornamento  21 maggio 2019 03:09

Autostrade, come cambiano i pedaggi.

Marina Fanara ·

Si profila una rivoluzione dei pedaggi lungo le autostrade d'Italia che dovrebbe (finalmente) avvantaggiare gli automobilisti.

Verso pedaggi più equi

In seguito alle novità del Decreto Genova poi convertito in legge (n.130/2018), infatti, l'Autorità di regolazione dei trasporti (Art) intende rivedere il sistema delle tariffe ai caselli rendendole più eque in base agli investimenti realmente effettuati dai gestori, alla qualità dei servizi offerti e ai flussi di traffico sulla tratta in concessione.

L'obiettivo, in linea generale, è fare in modo che guadagni extra per i concessionari, dovuti anche a flussi di traffico superiori alle previsioni, si traducano in una riduzione delle tariffe pagate dai consumatori.

L'Autorità invita a esprimersi

Per definire il nuovo modello di pedaggio che riguarderà sia le nuove concessioni che quelle in essere, l'Autorità ha lanciato una consultazione pubblica (delibera 16/2019) "nell'ambito di un procedimento", si legge in una nota, "volto a stabilire il sistema tariffario basato sul 'price cap' (metodo di regolazione dei prezzi dei servizi pubblici, una sorta di tetto ai costi, ndr) con determinazione dell'indicatore di produttività X a cadenza quinquennale".

Gli interessati possono inviare le proprie osservazioni, seguendo le indicazioni sul sito dell'Art, entro il prossimo 29 marzo.

Decreto Genova: stop tariffe frammentate

Ricordiamo che tra gli obiettivi del Decreto Genova c'è il varo di un unico sistema tariffario che superi, quindi, l'attuale regime differenziato in base alle singole concessionarie (finora, per 26 società autostradali esistono 6 differenti metodi di calcolo pedaggio).

Come sottolineato dal ministro Infrastrutture e trasporti, Danilo Toninelli, il nuovo provvedimento, nato in seguito alla tragedia del crollo del viadotto Morandi (per l'appunto, su una tratta autostradale in concessione) "pone le basi per una vera e propria rivoluzione: per la prima volta le tariffe non verranno più stabilite per coprire i costi operativi dei concessionari e il prezzo di investimenti solo previsti, bensì terranno conto degli investimenti effettivamente realizzati e dei ricavi derivanti dalla capacità produttiva del concessionario”.

"Un’ottima notizia per chi viaggia sulle autostrade", conclude il ministro, "e anche per i concessionari onesti che sapranno investire nel bene pubblico e offrire agli utenti un servizio sempre e veramente migliorato.

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