Ultimo aggiornamento  21 agosto 2019 06:54

Uber fa causa a New York.

Paolo Borgognone ·

Uber ha fatto causa a New York City. Argomento della contesa la scelta della amministrazione del sindaco Bill De Blasio di porre un limite al numero di vetture utilizzabili per il servizio di ride hailing (taxi con auto private) nella Grande Mela.

La decisione del comune è di agosto e vale anche per aziende concorrenti come Lyft e Juno che avevano già annunciato l'intenzione di fare ricorso. Ora scende in campo anche Uber sostenendo che in realtà De Blasio starebbe pensando di rendere il blocco - teoricamente previsto solo per 12 mesi - permanente. Uber e le altre aziende sono accusate di aggravare congestione e inquinamento con il grande numero di auto in circolazione

Minimo garantito

La frizione tra le società di ride hailing e il comune di New York riguarda anche il salario minimo per i conducenti che lo stesso provvedimento di stop temporaneo alle nuove auto impone a partire dal 1 febbraio di quest'anno. Secondo Uber e le altre aziende ora il pagamento minimo è garantito per tutti e la sola necessità di combattere la congestione non giustificherebbe il blocco. Soprattutto se da temporaneo dovesse diventare definitivo. 

A fianco di De Blasio si è invece schierata l'associazione dei conducenti di taxi, la New York Taxi Workers Alliance. "Con 80mila guidatori privati in strada - si legge in una nota - nessuno riesce a ricavare abbastanza soldi da mantenere la propria famiglia. La responsabilità di aver dato il via a questa crisi, così come quella della congestione nelle strade è di Uber". 

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