Ultimo aggiornamento  24 aprile 2019 13:51

Cina, l'oro è nero.

Carlo Cimini ·

Il quotidiano China Daily ha pubblicato la classifica delle prime dieci società più ricche della Cina nel 2018. L’elenco si chiama Global Fortune 500, è generato dal dipartimento Wealth Management della China International Capital Corporation ed è una valutazione di tutte le compagnie cinesi quotate sia sui mercati nazionali che esteri. In cima troviamo le due più importanti aziende petrolifere nazionali, Sinopec PetroChina, seguite dall'impresa di costruzioni e gestione appalti, la China State Construction Engineering.

Petrolio al primo posto

Quasi 11 miliardi di dollari. Questo è la somma dei profitti delle aziende petrolifere che troviamo nelle prime due posizioni della graduatoria. Una cifra che andrà progressivamente aumentando se pensiamo che Sinopec - controllata per il 75% dal governo tramite la China Petrochemical Corporation - sta per firmare un accordo con la National Iranian Oil Company del valore di tre miliardi di dollari. L'investimento prevede l'espansione del giacimento di Abadan, nel sud della provincia di Khuzestan del Paese persiano, uno dei maggiori produttori ed esportatori di greggio. Su questa intesa sono stati già informati i rispettivi governi e il dipartimento degli Stati Uniti. L’azienda asiatica, per ora, non sarà soggetta a sanzioni da parte di Washington.

Sono note le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, ma a seguito dei recenti incontri tra le delegazioni, il presidente Donald Trump ha affermato di voler incontrare nuovamente il presidente Xi Jinping, qualora non si arrivasse a un accordo entro il primo marzo, per cercare di siglare una tregua commerciale che eviti l’innesco di una nuova fase di dazi. L'appuntamento tra i due numeri uno dovrebbe avvenire il 27 e 28 febbraio in Vietnam, dove Trump incontrerà anche il numero uno nord coreano Kim Jong-Un.

La mobilità insegue

La crescita economica del Paese è stata finora un fattore chiave del consumo globale di greggio. Secondo le previsioni dell’International Energy Agency (Iea), la Cina rappresenterebbe da sola un terzo del previsto aumento del consumo mondiale di petrolio nel 2019.

Ma è anche sotto gli occhi di tutti il notevole progresso della Repubblica popolare cinese in materia di mobilità elettrica: ogni due auto a batterie prodotte nel mondo, una viene venduta in Cina. Ne è una testimonianza la Saic Motors (+5,08 miliardi di dollari di utile): il produttore automobilistico – primo del settore in graduatoria - può vantare collaborazioni con General Motor e Volkswagen e, sempre nel Paese asiatico, vende modelli a marchio MG, Roewe, Maxus e Yaejin. In classifica, Saic è preceduta soltanto dal gruppo assicurativo di Shenzhen Ping An Insurance (+13,19 miliardi di dollari).

Telecomunicazioni e infrastrutture

Al sesto posto di questa lista si trova la prima società di telecomunicazioni: China Mobile (+16,93 miliardi di dollari), il più grande operatore di telefonia mobile cinese, con oltre 760 milioni di abbonati, seconda solo a Vodafone, che detiene il 3,3% della stessa società. Settima posizione per Industrial and Commercial Bank of China di cui il maggior azionista è lo stato, la più grande banca del mondo.

Rispettivamente, ottavo e nono posto per China Railway Group e China Railway Construction Corporation: la prima è l’azienda di edilizia ferroviaria del Paese, mentre il secondo è un conglomerato industriale operante nel settore delle costruzioni. Entrambi con un aumento dei profitti di 2,38 miliardi di dollari. Ultima di questa classifica, China Life Insurance, società che al 70% è di proprietà statale ed è il più grande assicuratore sulla vita: 4,78 miliardi di dollari di utile.

Tag

Cina  · PetroChina  · Saic Motor Group  · Sinopec  · 

Ti potrebbe interessare

· di Edoardo Nastri

Per la prima volta dal 1990 nella Repubblica popolare le vendite hanno conosciuto una flessione (-2,8% rispetto al 2017). Il 2019 si prevede stabile