Ultimo aggiornamento  20 ottobre 2019 19:37

La Cina è condivisa.

Edoardo Nastri ·

Secondo un report sul traffico condotto da Tom Tom, produttore di sistemi di navigazione, dieci delle venticinque città più congestionate dal traffico al mondo sono cinesi. Nella Repubblica popolare possedere un’automobile è stata fino a pochi anni fa una vera e propria espressione di status sociale, ma da qualche tempo a questa parte le cose stanno cambiando.

La Cina sta diventando patria di nuovi servizi di mobilità come car sharing, ride sharing e ride hailing. Secondo i dati riportati da ResearchInChina le flotte di vetture dedicate al noleggio hanno raggiunto nel 2018 quota 250mila unità. Le previsioni sono di forte crescita: i veicoli condivisibili dovrebbero raggiungere nel 2020 le 900mila unità per diventare circa 3 milioni nel 2022.  

Ride hailing e bike sharing

Tra tutti i servizi disponibili i clienti cinesi preferiscono il noleggio con conducente. Le cifre sono considerevoli se si pensa che Didi Chuxing, la cosiddetta Uber cinese, ha un numero di iscritti sei volte superiore rispetto a quelli della società californiana nel mondo. Didi ha circa 550 milioni di utenti registrati in Cina per una media superiore ai 20 milioni di viaggi al giorno.

Il mercato cinese del bike sharing è dominato da due start up Ofo e Mobike, che secondo Idc controllano il 90% del business: le città sono punteggiate dalle loro sgargianti biciclette, giallo canarino quelle di Ofo, argentate quelle di Mobike. Ci sono poi decine di altre aziende molto più piccole, tra cui Bluegogo.

Car sharing

Una recente ricerca di JD Power ha reso noto che il 19% dei consumatori cinesi intervistati sarebbe molto favorevole a utilizzare servizi di mobilità alternativa piuttosto che possedere una vettura. Il 51% dei soggetti sottoposti ad indagine si dice disponibile almeno a prendere in considerazione la possibilità di non avere l’automobile. Se messo a confronto con il noleggio con conducente il car sharing è ancora poco sviluppato in Cina, anche se negli ultimi anni si sta assistendo a una crescita.

Il primo servizio di car sharing in Cina è stato fondato nel 2010 con il nome CC Clubs e consisteva in un piccolo numero di vetture circolanti nel campus di Alibaba, la più grande piattaforma per l’e-commerce asiatica, utilizzabili dai dipendenti.

Nel 2010 il totale delle vetture dedicate al servizio condiviso in tutta la Cina non supera le mille unità. Nel 2018 gli operatori di car sharing nella Repubblica popolare sono diventati più di 40 con una flotta di circa 40mila veicoli. Il 90% delle società che offrono il servizio sono cinesi, spesso costituite con il supporto economico governativo. 

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