Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2019 13:55

Cina, l'usato è giapponese.

Valerio Antonini ·

L'holding finanziaria giapponese SoftBank - che da qualche anno investe sulle nuove tecnologie e start up high-tech come per esempio Uber - ha offerto oltre un miliardo e mezzo di euro per acquisire una parte delle quote di Guazi, piattaforma cinese che pubblicizza annunci di vendita di auto usate. Lo ha riferito il quotidiano in lingua inglese China Daily.

Numeri da record

Guazi raccoglie ogni giorno milioni di utenti in cerca di vetture usate a basso costo e migliaia di venditori e concessionari che vogliono venderle. Nel mondo solo la piattaforma Usa Carmax è più visitata. Numeri che hanno creato anche una polemica in Cina: la piattaforma concorrente Uxin (quotata alla Borsa di New York), ha pubblicamente sostenuto che i dati siano stati gonfiati per far crescere il valore di mercato di Guazi quantificato in oltre 7 miliardi di dollari.

Mercato in ascesa

Tra il 2012 e il 2017, il mercato cinese dei veicoli usati è triplicato, mentre nel 2018 le vendite di auto nuove hanno fatto registrare il primo calo da oltre trent’anni. Dati che avrebbero spinto SoftBank a credere fortemente nella crescita del trading online tra proprietari e compratori e degli acquisti via web in generale. Per potenziare il servizio, Guazi ha aperto nell’ultima metà dell’anno passato 108 punti vendita e di assistenza off-line in tutta la Cina.

Se le trattative dovessero concludersi il fondatore della banca giapponese Masayoshi Son festeggerebbe il secondo affare in terra cinese: è stato uno dei primi investitore a credere nel sito di e-commerce Alibaba che attualmente ha una valutazione stimata che oscilla dai 55 ai 110 miliardi di dollari.

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