Ultimo aggiornamento  20 agosto 2019 00:28

Emilia Romagna: eco-incentivi formato famiglia.

Marina Fanara ·

L'Emilia Romagna spinge sugli ecobonus: dopo gli incentivi alle aziende per acquistare furgoni a basso impatto e il bollo gratuito per tre anni a chi compra un'auto ibrida, arriva il contributo fino a 3mila euro. A questo si aggiunge il 15% di sconto da parte del concessionario per i privati cittadini che cambiano la vecchia macchina con una nuova: elettrica, ibrida, a gpl o metano.

Fino a 3mila euro di incentivo

"Abbiamo mantenuto le promesse", sottolinea Stefano Bonaccini, presidente della Regione, "solo pochi mesi fa ci eravamo impegnati a dare un aiuto concreto ai cittadini e famiglie che finora non potevano permettersi di cambiare la vecchia auto con una a basse emissioni. Ora per questo capitolo ci sono 5 milioni di euro messi a disposizione dalla nostra Amministrazione".

Reddito Isee tra i requisiti

Per accedere al bonus bisogna dimostrare alcuni requisiti: residenza in Emilia-Romagna, rottamazione di una vecchia auto inquinante (benzina fino a Euro 1 e diesel fino a Euro 4 compreso) e possedere un Isee non superiore ai 35mila euro l'anno.

Il contributo fino a 3mila euro della Regione più il 15% minimo di sconto dal prezzo di listino, cui sono tenuti i rivenditori, si applica esclusivamente sulle vetture di nuova immatricolazione. Le domande possono essere presentate dal 15 febbraio al 24 maggio prossimo.

Ibride: 3 anni senza bollo 

Nel frattempo, la Regione ha deciso di replicare l'esenzione del bollo per 3 annualità che vale, però, solo per le nuove auto ibride immatricolate nel 2019: si tratta di un contributo fino a 191 euro l'anno, pari alla tassa che paga una vettura di media cilindrata. Così, chi sceglie una macchina a doppia alimentazione (elettrico più benzina o gasolio) potrà usufruire sia del contributo regionale che dell'esenzione dell'imposta di proprietà.

Elettriche, contributi pieni

Ricordiamo che le auto elettriche, in tutta Italia, godono già dell'esonero totale del bollo per i primi 5 anni (poi versano solo il 25%). Inoltre, ci spiegano in Regione, per le nuove vetture a batteria si applica il massimo dell'ecobonus (6mila euro) stabilito dal governo nella Manovra (per le ibride l'incentivo è più basso).

2.000 colonnine per il 2020

Le auto a batteria, inoltre, avranno presto a disposizione anche una rete di nuove infrastrutture di ricarica: la Regione ne ha già preventivate 2.000 entro la fine dell'anno prossimo e saranno collocate in punti strategici sull'intero territorio.

"Il nostro impegno per abbattere smog e polveri sottili riconducibili al traffico stradale", spiega il governatore Bonaccini, "passa concretamente per la mobilità elettrica: per le prime 1.500 stazioni abbiamo siglato un accordo con 5 fornitori locali di energia che si occuperanno dell'installazione e gestione delle nuove colonnine. Le altre 500 colonnine saranno realizzate, sempre da operatori privati, con il cofinanziamento di 18 milioni di euro della Regione grazie ai fondi del Pnire (Piano nazionale infrastrutture ricarica elettrica).

10mila euro per il cambio furgone

L'Amministrazione ricorda che proseguono anche gli incentivi dedicati alle aziende per il rinnovo del loro parco mezzi, ovvero un contributo fino a 10mila euro per chi rottama un veicolo commerciale diesel fino a Euro 4 e acquista un nuovo mezzo elettrico oppure ibrido, metano o Gpl rigorosamente Euro 6.

Addio a 2.000 vecchie auto

"L'ecobonus per i privati dopo quelli già concessi alle aziende, vanno ad arricchire la nostra politica per un'aria più pulita che è stata condivisa con i Comuni e le associazioni dei consumatori", sottolinea l'assessore all'Ambiente, Paola Gazzolo. In Emilia Romagna, le auto che rientrano nei nuovi incentivi alla rottamazione sono oltre 7460mila (dati ACI), ma sono solo 2mila circa quelle che rientrano nei requisiti di reddito richiesti per ottenere il contributo regionale.

"Si tratta comunque di una bella porzione di auto inquinanti che potrebbero essere tolte dalla strada", sottolinea l'assessore Gazzolo "e comunque la nostra attenzione si è concentrata sulle famiglie meno abbienti e, per questo, abbiamo deciso di dare il contributo proprio in funzione del loro status economico, per una ragione di equità".

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