Ultimo aggiornamento  16 febbraio 2019 19:03

Cina, auto elettriche a rischio privacy.

Paolo Odinzov ·

In Cina il boom di auto elettriche potrebbe mettere ulteriormente a rischio la privacy dei consumatori. Tutti i veicoli a batteria venduti nella Repubblica Popolare devono infatti essere equipaggiati per legge direttamente in fabbrica dai produttori con una sim telefonica intestata al proprietario del mezzo al momento dell’immatricolazione. Questa provvede a inviare in automatico ogni 30 secondi numerose informazioni al National Engineering Laboratory for Electric Vehicles. Ad esempio lo stato di carica delle batterie, ma anche dati più sensibili come la posizione rilevata dal Gps.

Il National Engineering Laboratory for Electric Vehicles

L’obbligo di utilizzare la sim è stato disposto dall’autorità competente durante le Olimpiadi di Pechino di 10 anni fa, giustificando la procedura come un semplice monitoraggio del funzionamento dei veicoli elettrici per prevedere eventuali guasti al motore o alle batterie, dando ai tecnici supervisori perfino la possibilità di fermare l’auto da remoto in caso di necessità.

Una enorme mole di informazioni

Il National Engineering Laboratory for Electric Vehicles riceve così un flusso enorme e continuo di informazioni, senza alcun consenso da parte degli interessati che spesso non sono a conoscenza di essere seguiti metro dopo metro nei loro spostamenti. La procedura ha messo in allarme i consumatori di quei Paesi dove le aziende cinesi hanno intenzione di aprirsi un mercato con le loro vetture elettriche. L'accusa è che potrebbero rivelarsi potenziali prodotti per operazioni di spionaggio. Come sta avvenendo nel tech con le accuse americane a Huawei.

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