Ultimo aggiornamento  18 settembre 2019 11:03

#Reportegas: la mossa di Chevrolet.

Carlo Cimini ·

Il Messico è in piena crisi petrolifera. La penuria di carburante sta dilagando nello stato del centro America. Moltissime stazioni di servizio sono state chiuse e, in quelle poche disponibili, i consumatori hanno dovuto attendere anche 4 ore in fila per riempire i loro serbatoi. Questo perché il meccanismo di distribuzione di greggio è stato modificato per contenere i furti di carburante e scongiurare il mercato nero che da anni colpisce la Pemex, azienda petrolifera pubblica messicana.

Il costruttore statunitense Chevrolet, di proprietà General Motors, ha colto l’occasione e, attraverso la campagna pubblicitaria #Reportegas, ha teso una mano agli automobilisti: con una flotta di Bolt EV – l’auto 100% elettrica della Casa – i cittadini vengono informati in tempo reale sulla rete dei distributori aperti. Allo stesso tempo, questo hashtag ha generato molte interazioni sui social network, pubblicizzando la vettura a emissione zero a centinaia di migliaia di persone.

Do ut des

"Dopo un'attenta analisi, ci siamo resi conto che gli automobilisti non erano ben informati”, spiega Adrián Enciso, direttore pubblicitario di GM México. “Per questo motivo, attraverso l’hashtag, abbiamo comunicato con i cittadini. Questa iniziativa ha raggiunto circa 2 milioni di persone e ha permesso loro di vedere da vicino le nostre auto elettriche, suscitando molto interesse”.

A Città del Messico e dintorni, il mercato dei veicoli elettrici è ancora molto di nicchia. Si contano meno di 20mila mezzi elettrificati venduti nel 2018 nel Paese. Ma, vista la fragilità della catena di approvvigionamento di carburante, la mossa social di Chevrolet è da considerarsi originale.

Protezionismo energetico

L’attuale presidente del Messico Andrés Manuel López Obrador promette di rivoluzionare il Messico. Obrador, da circa un mese, ha iniziato il suo mandato dopo aver vinto le elezioni lo scorso luglio e ha presentato la legge di bilancio per il 2019. Le misure riguardano anche il settore petrolifero, in particolare il rilancio dell’ente statale Pemex: l’intenzione sarebbe quella di riportarlo sotto il monopolio pubblico e nazionalizzarlo.

Oro nero

Negli scorsi giorni, a Tlahuelilpan, nello stato centrale dell’Hidalgo, è avvenuta un’altra esplosione di un oleodotto di Pemex. L’azienda petrolifera ha dichiarato che è stata causata da un dispositivo installato illegalmente, nel tentativo di prelevare il carburante. Gli artefici sono gli “huachicoleros”, bande criminali del greggio. I furti di questo genere sono molto comuni in Messico: lo scorso anno è stato rubato l’equivalente di 3 miliardi di dollari, con conseguenze negative su tutto il settore.

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