Ultimo aggiornamento  16 febbraio 2019 18:56

Auto e gioco d'azzardo.

Codacons ·

L’avvento del sistema dei trasporti ha migliorato notevolmente la qualità della nostra vita. Oggi, grazie all’invenzione dei veicoli a motore, ci si può muovere facilmente, da un luogo ad un altro, anche se distanti numerosi chilometri, e senza alcuna fatica. Che gran bella invenzione i mezzi di locomozione. Tuttavia esiste un caso in cui tale progresso consta di un triste rovescio della medaglia.

Si tratta del caso dei giocatori d’azzardo. Infatti, purtroppo, le agevolazioni prodotte dai mezzi di locomozione consentono lo sviluppo di una gravissima patologia: il disturbo da gioco d’azzardo o ludopatia.

Questione di privacy

In molti si chiederanno: che tipo di correlazione possa sussistere tra disturbo da gioco d’azzardo e mezzi di trasporto? La correlazione esiste ed è insita nella psiche del giocatore d’azzardo. Dagli ultimi studi epidemiologici è emerso, infatti, che i giocatori d’azzardo problematici prediligono sale da gioco distanti dalla propria abitazione e dal lavoro (raggiungibili dunque solo con veicoli a motore) per ragioni legate alla propria privacy. Distanti da quei luoghi, i giocatori, si possono celare dai propri parenti ed amici e, conseguentemente, si accresce in loro, in proporzione, la possibilità di soddisfare la propria compulsione al gioco in forma del tutto indisturbata.

Lontano da casa e dalla famiglia i giocatori possono agire indisturbati rischiando così, non solo di giocarsi tutto il patrimonio senza che nessuno dall’esterno possa arrestare la propria corsa al baratro, bensì rischiando, altresì, di alimentare la propria patologia. Il giocatore d’azzardo patologico, in assenza di impulsi esterni, arduamente riesce a frenarsi. Più gioca d’azzardo e più la compulsione al gioco aumenta; più la compulsione al gioco aumenta più la patologia correlata si sviluppa.

Cosa dice la legge

Il Legislatore, con il Decreto Balduzzi (art. 7 comma 4), già dall’anno 2012, aveva previsto che le sale da gioco site in zone limitrofe alle scuole, alle chiese, alle palestre, ai luoghi di ritrovo dei giovani (i c.d. siti sensibili) fossero allontanate e trasferite in zone più periferiche delle città italiane.

Tale manovra, di grandissima sensibilità, avrebbe dovuto avere l’effetto, in termini di prevenzione ambientale, di salvare i giovani, gli anziani e tutti quei giocatori che, solo occasionalmente, si troverebbero a giocare d’azzardo poiché stimolati dall’ adiacenza delle sale da gioco. Costoro, definiti dalla dottrina, c.d. giocatori occasionali o sociali, in quanto non propensi allo spostamento, grazie alla tattica legislativa, si sarebbero messi in salvo dallo sviluppo eventuale della patologia correlata al gioco d’azzardo. Allontanando la sala, infatti, viene meno la curiosità e lo stimolo al gioco e il cittadino, non iniziando a giocare, sarebbe fuori pericolo.

Quando la situazione è più grave

Lo stesso ragionamento, tuttavia, non può applicarsi ai giocatori già colpiti dalla malattia, definiti dalla dottrina c.d. giocatori problematici o patologici, i quali, di contro, sono assai più propensi allo spostamento, per le ragioni suddette, e dunque, in tal caso, allontanate le sale da gioco, costoro si troverebbero le porte spalancate al paese dei balocchi senza freni od ostacoli di sorta.

Raggiunta la sala da gioco in auto o in moto, lontano da casa e dalla famiglia, nulla e nessuno arresterebbe la loro corsa verso lo sviluppo della malattia. Disturbo da gioco d’azzardo: un raro caso in cui i mezzi di trasporto hanno prodotto un drammatico risultato.

Avvocato Mariangela Servino

(Codacons

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