Ultimo aggiornamento  16 febbraio 2019 18:08

Pendolari, Italia a doppio binario.

Marina Fanara ·

Cresce il numero degli italiani che prendono il treno per i propri spostamenti quotidiani, ma restano enormi differenze tra le varie regioni del Paese, soprattutto nord e sud. E' il quadro che emerge da Pendolaria 2018, il dossier di Legambiente sul trasporto ferroviario in Italia.

C'è più gente sui binari

I dati del rapporto si riferiscono al 2017 e rilevano che ogni giorno, in media, 5,6 milioni di italiani prendono il treno o la metropolitana per motivi di studio o per andare a lavorare. Il trend è in crescita: rispetto al 2016, il numero dei passeggeri sui treni suburbani e regionali e sulle metropolitane è cresciuto rispettivamente dell'1,2% e dell'1,6%. Più consistente il trend degli ultimi 4 anni: fra treni locali e metro gli utilizzatori sono aumentati del 7,9%.

Firenze e Bologna in carrozza

Ma c'è un rovescio della medaglia: ci sono enormi differenze tra una regione e l'altra, sia in termini di quantità e qualità dell’offerta che di utilizzo della modalità ferroviaria. Se parliamo di servizi, per esempio, le migliori aeree metropolitane sono Firenze e Bologna (162 treni al giorno in entrambe le città), mentre altrove sono ancora in esercizio vecchi convogli diesel anche su linee di estrema importanza per gli spostamenti dei cittadini. Casi emblematici sono per esempio la Roma-Lido nella Capitale e la Circumvesuviana di Napoli.

Italia a due velocità

Un fattore, quello dell’offerta e della qualità del servizio, che condiziona fortemente il numero dei pendolari che utilizzano il treno o la metropolitana. L’Italia è a due velocità: nelle aree del Paese che negli ultimi anni hanno investito di più nel trasporto pubblico locale su ferrovia, si è registrato un incremento record dei passeggeri.

Nel confronto tra il 2011 e il 2017, la migliore è la Valle d’Aosta (+163,2%), seguita da Provincia autonoma di Trento (+105,7%), Marche (+80,3%) ed Emilia Romagna (+79,8%). Qualche eccellenza anche al Sud: Puglia (+30,5%), Basilicata (+29,4%) e Sardegna (+11,8%). Si classificano tra le peggiori, invece, la Campania (-33,9%) e la Sicilia che ha subito un crollo di oltre il 15%, un trend “particolarmente grave per la mobilità di una regione”, sottolinea Legambiente, “che conta 5 milioni di abitanti e grandi spostamenti pendolari”.

Pendolari underground

Pendolaria ha valutato anche il trend circoscritto alle sole metropolitane: nelle 7 città in cui è attivo il servizio (Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania) viaggiano complessivamente 2,7 milioni di persone al giorno (sempre considerando il 2017). Un numero in crescita di 1,6 punti percentuali rispetto al 2016, grazie soprattutto al buon andamento delle linee milanesi, di Catania (dove la metropolitana ora arriva fino in centro) e di Brescia.

Resta, però, un enorme gap con i nostri partner europei: l'Italia conta in tutto solo 239,6 chilometri di metropolitane, ben distanti da Regno Unito (oltre 672 chilometri), Germania (648,3) e Spagna (609,7). Il divario è ancora più evidente considerando singole metropoli europee come Londra (464,2 chilometri), Madrid (291,5), Parigi (221,5 km) e Berlino (147,5 km).

Chi sale e chi scende dal treno

"C'è molto da fare, ma dalla nostra ricerca si intravede anche qualche accenno positivo", sottolinea Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente, "primo fra tutti la disponibilità delle persone a usare treni e trasporto pubblico locale per spostarsi ogni giorno".

"Un altro punto a favore", aggiunge Zanchetti, "è l'arrivo di nuovi treni e il miglioramento del servizio in alcune regioni e aree urbane, grazie al quale è aumentato il numero dei passeggeri. Dove, però, ciò non è accaduto e sono stati tagliati i servizi, sono diminuiti i pendolari, costretti a usare i mezzi privati". 

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