Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 10:29

Opel Insignia, una danza sulla neve.

Samuele Maria Tremigliozzi ·

TAMSWEG (Austria) – Il clima alpino non spaventa l’Opel Insignia che sfodera ottime doti dinamiche lungo le piste di ghiaccio di Thomatal, complesso dove si svolgono i Winter Training del marchio tedesco. Trazione integrale e gomme termiche sono sufficienti per lasciarsi andare e per divertirsi in tutta sicurezza, anche in condizioni di scarsissima aderenza.

Tanta sostanza

Oggetto della prova, la versione GSi diesel del modello tedesco – la versione più performante nel listino italiano – nelle declinazioni Gran Sport (berlina) e Sports Tourer (station wagon). Sotto il cofano un 2.0 litri biturbo da 210 cavalli e 480 newtonmetri di coppia massima, abbinato al cambio automatico a 8 rapporti e alla trazione integrale. L’Insignia GSi accelera da 0 a 100 in 7,9 secondi e raggiunge una velocità di punta di 231 chilometri orari. Valori dichiarati ovviamente. Per portarla a casa si parte da 44.400 euro, con 1.000 in più si può acquistare la familiare. 

Pattinatrice provetta

E ora il momento di scendere in pista. Quando il termometro scende sotto lo zero e all’asfalto si sostituiscono 4,5 chilometri di neve ghiacciata, gli istruttori di guida ci ricordano che i numeri del motore non contano. La differenza sta nel modo in cui la potenza viene scaricata a terra: per farlo, l’Insignia si affida a una trazione integrale Twinster, in grado di dialogare perfettamente con un’elettronica vigile ed efficace. La tedesca è perfettamente a suo agio e sembra danzare tra le curve del circuito innevato, nonostante le dimensioni generose (4,90 metri di lunghezza per la versione berlina, 9 centimetri in più per la wagon).

Il merito di una simile dinamica risiede nelle scelte tecniche adottate dagli ingegneri del marchio tedesco: oltre a disporre di quattro ruote motrici, l’Insignia utilizza il “torque vectoring” per acquistare maneggevolezza, precisione e stabilità anche sui fondi più scivolosi o in caso di repentini cambi di direzione. Il sistema agisce da controllo dinamico della trazione, distribuita in modo indipendente tra le ruote frontali e posteriori. In condizioni di scarsa aderenza dell’anteriore, la coppia viene trasferita – fino a 50% - al posteriore, evitando dispersione di potenza e migliorando la tenuta di strada.

Il torque vectoring deve il suo funzionamento a due frizioni montate davanti ai semiasse, soluzione che permette di risparmiare peso e spazio. Il sistema di controllo della trazione migliora, inoltre, l’agilità in curva: durante la sterzata la coppia viene trasmessa alle ruote posteriori così da indurre un leggero sovrasterzo e permettere alla vettura di assecondare con maggiore facilità la curva.

Come lavora l’elettronica

Il tracciato ghiacciato di Thomatal ci ha permesso di testare il lungo elenco di controlli elettronici montati sull’Insignia: oltre all’Esp (controllo elettronico della stabilità), l’ammiraglia del marchio tedesco dispone del controllo di trazione (entrambi disattivabili tramite l’apposito comando). I sistemi lavorano in sincrono e sono ben tarati: la vettura ha un comportamento pressoché neutro (se particolarmente sollecitata, tende a un leggero sottosterzo), è stabile e facile da guidare anche in condizioni non ottimali.

Se si esagera con l’acceleratore, i controlli intervengono e tagliano l’erogazione del gas, ma in maniera mai invasiva. L’Abs (sistema anti-bloccaggio delle ruote) è efficace: in caso di bruschi arresti e improvvisi cambi di direzione è necessario mantenere il piede sul freno e agire dolcemente sullo sterzo affinché il sistema lavori correttamente. Ottimo l'impianto frenante firmato Brembo per la versione GSi.

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