Ultimo aggiornamento  14 ottobre 2019 17:14

Auto elettrica, partita (quasi) a senso unico.

Patrizia Licata ·

La corsa all’auto elettrica ha un big spender: la Germania. E i soldi hanno una destinazione preferita: la Cina. Reuters ha analizzato i piani di investimento per i prossimi cinque-dieci anni resi noti finora da 29 costruttori mondiali: complessivamente la spesa prevista per sviluppare, costruire auto elettriche e batterie e acquistare componentistica è di almeno 300 miliardi di dollari, di cui più del 45% (135,7 miliardi di dollari) andrà in Cina.

I costruttori tedeschi, che sborseranno in tutto 139,5 miliardi, saranno i maggiori investitori globali per l’elettrificazione delle auto; parte di questa somma andrà in estremo oriente, ma 71,1 miliardi di dollari resteranno in Germania per finanziare l’industria tedesca.

Quanto spendono le tedesche

Nel dettaglio, Volkswagen prevede di investire un totale di 91 miliardi di dollari, di cui 57 per le batterie, di qui al 2025. L’obiettivo è lanciare 50 modelli elettrici e 30 ibridi, anche col marchio Audi, per poi elettrificare l’intera gamma (300 modelli con i suoi 12 brand). La metà del budget si indirizzerà verso la Cina; in particolare, 17 miliardi entro il 2022 saranno investiti insieme ai partner cinesi Saic, Faw e Jac per realizzare veicoli elettrificati.

Daimler, che ha messo in cantiere 130 veicoli elettrificati per il 2030, prevede di investire 42 miliardi di dollari, di cui 30 per le batterie; 21,1 miliardi andranno verso la Cina, compresi gli investimenti che farà con il partner Baic.

Cina, l’unione fa la forza

La Cina attrae il grosso degli investimenti globali sull’auto elettrica grazie sia alle partnership tra imprese estere e imprese nazionali sia alle dimensioni del mercato interno. Qui lo sviluppo e l’adozione dell’auto a basse emissioni sono favoriti dal governo con misure quali l’obbligo per i costruttori di vendere una percentuale via via crescente di modelli elettrificati sul totale, sgravi fiscali per le imprese e sconti per gli automobilisti.

La Cina è anche il secondo maggior investitore mondiale in elettrificazione dopo la Germania: le sue imprese dell’auto metteranno sul piatto nei prossimi anni 57 miliardi di dollari che, però, finanzieranno solo l’industria dell’auto nazionale. Il maggior investitore in elettrificazione sarà Changan (15 miliardi di dollari), che ha annunciato che non produrrà più auto con motore tradizionale dal 2025. Great Wall spenderà 8 miliardi, Jac 6 miliardi, Saic e Geely (che possiede il marchio Volvo) 5 miliardi ciascuna, Byd 3,86 miliardi, Baic 2,45 miliardi. Tutti useranno il budget in Cina.

Usa, Tesla guarda oltre confine

Gli Stati Uniti sono il terzo big spender in elettrificazione della scena globale con 39 miliardi di dollari di investimenti previsti, di cui 34 miliardi resteranno negli Usa: anche i costruttori americani, come quelli cinesi, mettono in campo risorse per il mercato nazionale. Fa eccezione Tesla: il suo budget è di 10 miliardi di dollari, di cui 5 servono per la Gigafactory del Nevada e altri 5 andranno, in base alle strategie di Elon Musk, per l’espansione in Cina. Ford investirà 11 miliardi; Fca ne spenderà dieci; Gm otto.

Il resto del mondo

Investimenti rilevanti in elettrificazione sono anche nei piani dei costruttori del Giappone (24,3 miliardi). Da notare che Toyota punterà tutto sulla tecnologia per le batterie (13,5 miliardi fino al 2030), mentre per Nissan resta confermato l’impegno con la partner francese Renault nel settore della ricerca e sviluppo (budget di 20 miliardi di dollari nei sei anni fino al 2022). La Corea del Sud spenderà 20 miliardi di dollari grazie a Hyundai e all’affiliata Kia.

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