Ultimo aggiornamento  20 novembre 2019 12:45

A Manchester sbarcano i robot.

Colin Frisell ·

LONDRA - La Grande Manchester - il terzo polo urbano del Regno Unito dopo la capitale e Birmingham, con quasi 2 milioni e 800mila abitanti distribuiti in 10 differenti centri - si iscrive alla corsa alla mobilità autonoma. Entro la fine del 2019 prenderà il via il "Project Sinergy" - in collaborazione col Transport for Greater Manchester - per la sperimentazione di mezzi privi di conducente nell'area dell'aeroporto, il terzo del Paese che movimenta oltre 20 milioni di passeggeri l'anno.

In aeroporto senza conducente

La prima parte del progetto - destinata a prendere il via entro dicembre 2019 - prevede l'uso di tre "pod" - piccoli veicoli autonomi senza volante e pedali realizzati dal Westfield Technology Group che ha appena aperto un apposito ufficio a Manchester - che si muoveranno dalla stazione ferroviaria che serve allo scalo fino al Terminal 2, il più affollato.

La sperimentazione prevede l'utilizzo di una versione più moderna dello stesso mezzo che oggi è già in funzione a Heathrow e in un primo tempo sarà dedicata soprattutto alle persone portatrici di handicap con lo scopo di valutare l'utilità di innovazioni di questo genere per chi ha una mobilità ridotta. 

Autonome su strada

L'inizio del prossimo anno vedrà invece concretizzarsi l'altra parte del "Project Sinergy": tre vetture appositamente modificate per la guida artificiale seguiranno un tracciato prestabilito di circa 10 chilometri lungo l'autostrada M56 che collega l'aeroporto di Manchester con la vicina stazione di Stockport. I tre veicoli - ancora non è stato comunicato di quale marca - viaggeranno con a bordo soltanto un tecnico pronto a prendere i comandi e in fila indiana. 

Durante il tragitto verranno sottoposti a test anche la piattaforma di comunicazione fra le auto e il centro di controllo e il "concierge virtuale", un sistema di assistenza vocale che in futuro potrà accompagnare gli spostamenti delle persone con carenze di vista. 

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