Ultimo aggiornamento  21 gennaio 2019 07:18

Uber & co., il taxi privato è urban chic.

Patrizia Licata ·

Il 36% degli americani ha usato almeno una volta un servizio di taxi privato come Uber e Lyft: lo afferma il più recente sondaggio condotto negli Stati Uniti dal Pew research center sull’utilizzo del ride hailing, il servizio di trasporto che si prenota e si paga tramite un’applicazione sullo smartphone.

L’indagine di Pew (uno dei maggiori enti no profit statunitensi che studia i grandi temi dell’attualità) è stata svolta insieme a GfK tra settembre e ottobre 2018. A fine 2015 solo il 15% degli americani aveva usato almeno una volta un servizio di taxi privato.

Niente Uber in campagna

Nel ride hailing le aziende come Uber sviluppano e gestiscono la tecnologia, ovvero la piattaforma mobile che fa incontrare domanda e offerta, mentre gli autisti che trasportano le persone sono privati cittadini che si servono della loro auto. Si tratta di un sistema che è spesso più veloce, grazie alla prenotazione e al pagamento via app, e più economico del taxi. Non stupisce dunque che i maggiori utilizzatori del ride hailing negli Usa siano i giovani: il 51% dei 18-29enni ha usato almeno una volta un servizio come Uber, contro il 24% di chi ha più di 50 anni. Ha usato il ride hailing anche il 45% degli americani che vivono in città, contro nemmeno un quinto (19%) di quelli che vivono nelle zone rurali. 

Chi dice sì all’innovazione

Non è però solo l’attrattiva di tariffe meno care o di veicoli che entrano in pieno centro a conquistare gli utenti del ride hailing: conta anche la disponibilità degli utenti a provare un sistema innovativo, interamente gestito via smartphone e carta di credito. Il sondaggio di Pew research center svela che gli americani con entrate annuali di 75mila dollari o superiori sono molto più propensi a usare i servizi come Uber rispetto agli americani con reddito sotto i 30mila dollari annui (53% contro 24%). E se il 55% degli americani laureati ha usato il ride hailing almeno una volta, solo il 20% di chi si è fermato al diploma di liceo ha viaggiato con Uber o Lyft.

Successo a metà

In generale, però, la crescita del ride hailing non significa successo sbaragliante. Il 61% degli americani non ha mai usato i “taxi privati” (Uber, Lyft o le loro concorrenti più piccole Juno, Gett e Via), pur conoscendoli. Solo un americano su dieci li usa regolarmente (almeno una volta al mese). Il 4% li prende ogni settimana, ma per la maggior parte degli utenti (67%) si tratta di un servizio cui ricorrere saltuariamente.

Arrivano le regole

Le società del ride hailing restano tra gli operatori più contestati dell’economia digitale. Rappresentano un servizio innovativo o fanno concorrenza sleale ai taxi? Incoraggiano a lasciare a casa la macchina o peggiorano lo smog mettendo in circolazione più auto? Negli Stati Uniti (come in Europa) non sono mancate le proteste dei tassisti e gli altolà dei regolatori, anche per questioni che toccano la tutela dei lavoratori e la sicurezza dei passeggeri.

L’anno scorso la città di New York ha introdotto una severa regolamentazione per le società come Uber che prevede un tetto sul numero degli autisti, aumento del salario minimo per i conducenti e obbligo di presentare rapporti periodici all’amministrazione cittadina su durata e costo delle corse. 

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