Ultimo aggiornamento  16 settembre 2019 14:13

Protezione dati, inchiesta FIA.

Valerio Antonini ·

I cittadini europei sono disposti, in grande maggioranza, a condividere i dati generati dai loro veicoli, sia con la Casa costruttrice che con il meccanico di fiducia, ma chiedono a gran voce una legislazione - nazionale o comunitaria - che ne tuteli la privacy. Infine, solo uno su tre è favorevole alla sincronizzazione delle informazioni tra la vettura e il proprio smartphone.

Sono, in estrema sintesi, i risultati di un sondaggio realizzato dalla Regione 1 della Federation Internationale de l'Automobile (Fia) che rappresenta 107 club europei, del Medio oriente e dell'Africa e a cui ha contribuito, per il nostro Paese, l'Automobile Club d'Italia

15 Paesi coinvolti

Il sondaggio - che anticipa un'imminente raccomandazione della Commissione europea sull'argomento delle auto connesse - è stato condotto alla fine del 2018 in 15 differenti Paesi europei, più il Sudafrica: ha coinvolto in complesso oltre 45mila persone e si articolava su tre argomenti. 

Il primo riguarda la disponibilità a condividere i propri dati: all'intervistato sono state presentate varie situazioni come la necessità di intervento da parte di un operatore di carro attrezzi per un'auto in panne (in questo caso l'88% in Europa si è detto favorevole alla condivisione), l'eventualità di programmare una riparazione in officina (sì per il 66%), ma anche la possibilità di modulare l'assicurazione sulla base degli stili di guida (58%). 

Di segno opposto la reazione alla domanda se si sarebbe disposti ad accettare una sincronizzazione automatica tra l'auto e lo smartphone. In questo caso la percentuale dei favorevoli scende al 34%. 

Fiducia nell'officina 

Il secondo quesito proposto riguardava con chi si sarebbe disposti a condividere le proprie informazioni. Il proprio meccanico di fiducia è risultato il più credibile candidato (sì per il 71%), seguito dalla Casa costruttrice del veicolo (61%), compagnia di assicurazioni (58%) e automobile club di riferimento (55%). Solo il 30% si è detto disponibile a condividere i dati con degli sviluppatori di app dedicate alla mobilità

Legge subito 

L'argomento della protezione dei dati è quello su cui gli intervistati europei sono più sensibili. Il 93% sostiene la necessità di una regolamentazione che protegga la privacy del cittadino. Il 60% la ritiene un passo irrinunciabile. Tra questi, poi, oltre la metà (53%) ritiene che la legge debba essere promulgata a livello nazionale, mentre il 37% la vorrebbe uniforme a livello europeo. L'8% è indeciso, solo il 2% ritiene non necessario un intervento legislativo. 

Italia favorevole

In Italia, il sondaggio è stato realizzato con la collaborazione dell'ACI e ha coinvolto 4.273 soci di età compresa tra i 18 e i 65 anni. In generale, gli italiani sono in linea con gli altri quando si parla di dati, anzi mostrano una maggiore apertura. L'85% è disposto a condividerli in caso di auto in panne, il 79% per programmare un intervento, il 69% vede di buon occhio una assicurazione legata allo stile di guida. E anche sulla possibilità di sincronizzare auto e smartphone la percentuale nostrana è più alta della media continentale (+49%). 

Sulla condivisione con altre realtà, il favorito degli italiani è il meccanico di fiducia (+77%). Da segnalare che il 67% metterebbe in comune i propri dati con il mondo ACI. Sulla necessità di una regolamentazione, anche i connazionali votano in massa per il sì (96%), con una maggioranza (57%) che in controtendenza preferirebbe affidarsi all'Europa e il 33% che confida in una legge nazionale. 

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