Ultimo aggiornamento  17 febbraio 2019 04:48

Mercato: cosa ci aspetta per il 2019.

Samuele Maria Tremigliozzi ·

Il 2018 sta per terminare. E il pensiero già è al prossimo anno, alle sue sfide, ma soprattutto ai tanti interrogativi. Per il mercato automobilistico, le previsioni parlano di un 2019 stabile, con risultati non lontani da quelli raggiunti quest'anno. Il bisogno di una mobilità più sostenibile non dovrebbe cambiare di molto le carte in tavola: il provvedimento "bonus/malus" contenuto nella manovra economica potrebbe influenzare - secondo alcune stime - le scelte di solo il 5% dei consumatori, ovvero la decisione di acquistare un'auto nuova con emissioni di CO2 superiore 160g/km. 

Cosa lasciamo

Il mercato italiano chiude l'anno con una contrazione stimata del 3% rispetto ai dodici mesi precedenti. Una flessione che mancava dal 2013, quando venivano immatricolate - in confronto a oggi - oltre 700mila vetture in meno. Eppure l'Europa cresce - poco - così come i principali mercati del Vecchio continente, ad eccezione del Regno Unito che chiuderà con il segno meno. L'arrivo del nuovo ciclo di omologazione Wltp - introdotto nel settembre scorso - ha, però, contribuito al calo delle consegne. 

Questione di numeri

Nel mercato di casa, Fiat Chrysler ha consegnato mezzo milione di vetture, circa 30mila in meno di quanto ottenuto lo scorso anno. Ben più della metà delle sue consegne sono a marchio Fiat: 320mila nuove targhe attese per la fine del 2018, contro le 400mila complessive del 2017, -19%. La Casa torinese sta attraversando un periodo complicato: la sua quota di mercato è ora al 17%, dopo aver perso 3 punti percentuali in dodici mesi. Flessione, riduzione dei modelli, nessuna novità da commercializzare per il 2019.

Gli altri marchi in portafoglio seguono il trend generale: Alfa Romeo perde il 3%, Lancia - ridotta alla sola Ypsilon - il 23%, Maserati chiuderà a -5%. Jeep è l'unico marchio in grande forma: entro la fine dell'anno potrebbe superare quota 80mila unità, circa il 70% in più rispetto alle 49mila consegne del 2017. 

Gli stranieri

Il calo ha colpito anche Renault, con una variazione negativa prevista del 3%. Un simile destino per Ford. In flessione le premium tedesche: Daimler chiuderà il 2018 con il segno meno, una flessione prevista intorno al 7%. Valore analogo per i rivali di Bmw. Audi è l'unico marchio Volkswagen ha perdere terreno: saranno circa 5mila le unità in meno. Bene Volkswagen: il gruppo di Wolfsburg chiuderà con una crescita intorno al 6%. Toyota è cresciuta nel 2018 poco più del 3%, il gruppo Psa di oltre il 30% grazie soprattutto all'apporto di Opel.

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