Ultimo aggiornamento  22 maggio 2019 23:50

2019, l'anno delle infrastrutture?

Valerio Antonini ·

Il 2019 sarà l'anno della rinascita del ponte di Genova, almeno nelle dichiarazioni del governo. È l’impegno preso da subito da tutte le autorità coinvolte, governo, sindaco della città, presidente della regione Liguria con l'assegnazione alla cordata Salini Impregilo, Fincantieri e Italferr dell'incarico di realizzare il progetto basato sui disegni dell’architetto Renzo Piano. I lavori di demolizione sono già cominciati, l’inaugurazione dell’opera sarebbe prevista per la fine del prossimo anno o al massimo l’inizio del 2020.

Un gap da recuperare

Il nuovo ponte, che costerà oltre 202 milioni di euro al netto dell'Iva - è solo una delle tante grandi opere infrastrutturali necessarie per il Paese e che in parte sono rimaste incompiute. Secondo l'Ance - l'Associazione nazionale dei costruttori edili - ce ne sarebbero altre 30 in attesa di conclusione e il loro blocco costerebbe almeno 25 miliardi di euro.

L'Ance denuncia anche il calo degli investimenti che nel nostro Paese sarebbe stato del 50% nel corso dell'ultimo decennio, con un gap infrastrutturale pari a 84 miliardi di euro. I nomi delle opere più importanti per le quali si spera di trovare una  soluzione definitiva nel corso del prossimo anno sono noti. La Tav, l’alta velocità ferroviaria per le merci e i passeggeri tra Torino e Lione, il terzo valico, il collegamento su rotaia tra Genova e Novi Ligure e soprattutto la Gronda, l’autostrada da costruire a nord del capoluogo ligure per collegare la zona del porto con le autostrade, la A26 e la A10. Un tragitto complessivo di 72 chilometri, di cui 54 in galleria, con 13 nuovi viadotti.

La strade secondarie 

La necessità di portare avanti le grandi opere non deve far dimenticare, tuttavia, l’importanza della rete viaria secondaria, (oltre 183mila chilometri complessivi di strade in Italia), asse portante della mobilità nel nostro Paese. Alla 73esima Conferenza del Traffico e della Circolazione che l’ACI ha organizzato poche settimane fa - non a caso proprio a Genova - si è parlato esattamente di questo. Una ricerca della Fondazione Filippo Caracciolo – il centro studi dell’Automobile Club – ha evidenziato come in questo settore i mancati investimenti raggiungano i 5,6 miliardi di euro l’anno. Cifra che, se utilizzata, procurerebbe una crescita occupazionale stimata intorno ai 130mila nuovi posti di lavoro, e alla crescita di 1 punto percentuale del Pil.

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