Ultimo aggiornamento  23 maggio 2019 18:43

Costa: nel 2025 Italia libera dal carbone.

Marina Fanara ·

"L'Italia è in linea con gli obiettivi sul clima fissati per il 2020, anzi, conta di superarli, garantendo concrete prospettive di crescita alle aziende ed efficaci misure di salvaguardia dell'ambiente". Lo ha detto Sergio Costa, ministro dell'Ambiente, nel suo intervento al COP24, la conferenza mondiale sul clima a Katowice (3-14 dicembre).

Il governo prepara un piano

Gli obiettivi 2020 di cui parla il ministro sono quelli stabiliti dall'Europa dopo l'accordo di Parigi del 2015 (aumento della temperatura globale non oltre 1,5 gradi): 20% in meno di emissioni di gas serra (rispetto al 1990), 20% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e miglioramento, sempre del 20%, dell'efficienza energetica.

Ora però c'è da fare un altro passo avanti, perché Bruxelles ha adottato misure molto più stringenti per il prossimo decennio: entro il 2030, il taglio alle emissioni di gas serra dovrà essere raddoppiato (-40%), l'uso delle rinnovabili dovrà salire al 27% così come il miglioramento dell'efficienza energetica.

2025, carbone addio

"Stiamo lavorando a un Piano clima ed energia che definirà le azioni necessarie sia per la riduzione delle emissioni che per l'incremento delle rinnovabili", ha detto il ministro, "ciò permetterà di continuare il nostro percorso di decarbonizzazione e di transizione energetica. Nel frattempo, intendiamo arrivare alla piena eliminazione dell'uso del carbone entro il 2025".

Taglio CO2, allarme Onu

Se le prospettive per l'Italia sono moderatamente ottimiste, l'Onu a Katowice ha lanciato un allarme: stando al Rapporto sul cambiamento climatico presentato dall'Organizzazione, per mantenere l'obiettivo fissato dall'accordo di Parigi, le emissioni di CO2 devono diminuire del 45% entro il 2030. Una sfida enorme: ma secondo Antonio Guiterres, segretario generale Onu, il problema clima è una questione "di vita o di morte".

Per il Kyoto Club, una delle principali associazioni ambientaliste internazionali, l'appello delle Nazioni unite sarà difficile da soddisfare perché dopo tre anni di stallo, nel 2017 le emissioni sono tornate a salire e aumenteranno  pure nel 2018. "Non abbiamo tempo da perdere", sottolinea Francesco Ferrante, vicepresidente Kyoto Club, "oggi abbiamo gli strumenti tecnologici per affrontare la crisi climatica, ma paradossalmente non li sfruttiamo".

Trasporti: serve una svolta

Nei trasporti, per esempio, uno dei settori più coinvolti nel processo di decarbonizzazione, l'Italia è indietro. "Se davvero vogliamo un taglio delle emissioni", sottolinea Anna Donati, responsabile Mobilità sostenibile dell'associazione, "dobbiamo cominciare da subito a ridurre le auto in circolazione e aumentare mezzi pubblici, pedonalità, uso della bici e della mobilità condivisa. In più, bisogna puntare sulla diffusione dei veicoli elettrici, pubblici e privati".

Servono politiche efficaci: il sistema di bonus-malus per incentivare l'uso delle auto ecologiche, all'esame del Senato, secondo il Kyoto Club ha il grosso limite di "non incentivare la rottamazione delle automobili più vecchie".

Tag

Clima  · CO2 - Anidride carbonica  · cop24  · Ministero Ambiente  · Rinnovabili  · 

Ti potrebbe interessare

· di Marina Fanara

Pubblicato il bando del ministero Ambiente per il progetto PriMus: finanziamenti alle città con più di 50mila abitanti per piste ciclabili, sharing mobility e mobility manager

· di Marina Fanara

Per l'Istituto ricerca ambientale, Brescia, Lodi e Torino sono le più inquinate d'Italia, La Spezia, Viterbo e Macerata le più pulite. Come si sta combattendo contro lo smog

· di Marina Fanara

La Commissione Bilancio della Camera approva il bonus-malus ecologico: aiuti economici per auto a batteria, ibride e metano e tasse fino a 3.000 euro su quelle più inquinanti. I...