Ultimo aggiornamento  08 agosto 2020 13:10

La sfida ibrida siciliana.

Carlo Cimini ·

L'auto ibrida del futuro potrebbe parlare siciliano. Il progetto si chiama Ibrido Serie e nasce dalla volontà degli studenti della facoltà di ingegneria di Catania di trovare una nuova soluzione per la mobilità sostenibile. Il team etneo Eco Hybrid Katane è composto da 30 allievi e ha realizzato e messo su strada il concept Vulcan-Fury

Come funziona Ibrido Serie

Abbiamo intervistato Antonio Gurgone, team leader del gruppo catanese. "Il nostro sistema di alimentazione si chiama Ibrido Serie: trasformiamo l'energia meccanica di un motore a combustione interna in elettricità che immagazziniamo in dei super condensatori. Questa energia - indipendentemente se il propulsore tradizionale sia acceso o meno - ci permette di muoverci. Infatti la trazione della vettura è interamente elettrica".

"Per realizzare la Vulcan-Fury - continua Gurgone - abbiamo impiegato 4 anni. Si tratta di una vettura adatta all'utilizzo urbano con tergicristalli, sospensioni, freni a disco e sistemi di sicurezza. È una monoposto che può arrivare fino a un massimo di 62 chilometri all’ora. Grazie alla nostra tecnologia riusciamo a percorrere tra i 100 e i 300 chilometri con un litro di benzina. È un sistema simile a quello messo a punto da Piaggio per la Vespa X. Gli ingegneri di Pontedera hanno utilizzato, però, normali batterie e non dei super condensatori.

Meno si consuma, più si risparmia

Il progetto, dopo aver superato diverse fasi di test, approderà al Queen Elizabeth Park di Londra dove è in programma a luglio la Shell EcoMarathon Europe. Alla manifestazione internazionale parteciperanno 300 squadre di universitari e studenti provenienti da tutto il mondo.

"Shell - prosegue ancora Gurgone - organizza questo evento per dare ampio spazio allo sviluppo di veicoli a basso consumo di combustibile fossile. In questo evento ci sono tre categorie: Urban Concept, Propotype e Auto Autonome, ma il minimo comune denominatore rimane sempre il risparmio energetico. La sfida è dimostrare quanto si possa andare lontano con un litro di benzina. Meno combustibile si consuma e più si risparmia".

Unici al mondo

"I fondi messi a disposizione dall'Università di Catania non sono paragonabili a quelli stanziati, per esempio, dal Politecnico di Torino o di Milano. Tuttavia siamo l’unico ateneo in tutto il mondo ad avere sviluppato questa tecnologia. Per questo dobbiamo ringraziare il Magnifico Rettore dell’Università di Catania Francesco Basile, il direttore generale Candeloro Bellantoni e il responsabile scientifico e professore ordinario di Macchine e Sistemi Energetici Rosario Lanzafame".

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