Ultimo aggiornamento  24 aprile 2019 12:44

Europa: caos sui limiti delle emissioni.

Paolo Borgognone ·

Tredici ore di trattative a Bruxelles tra il Consiglio europeo e il Parlamento dell'Unione non sono bastate per trovare un accordo definitivo sulla riduzione delle emissioni per auto e furgoni entro il 2030. Le posizioni restano distanti con alcuni Paesi come Svezia e Olanda che spingono - anche alla luce degli eventi climatici estremi che si sono ripetuti negli ultimi mesi in particolare sul nord del continente - per arrivare fino al 40% nel taglio delle emissioni per le auto nuove tra il 2021 e il 2030. Sull'altro fronte la Germania - che ha il più importante settore industriale dell'automotive in Europa e non fa mistero di temere per un possibile calo delle vendite e quindi dell'occupazione - che non vorrebbe andare oltre il 30%.

Settore da monitorare

A ottobre scorso i ministri dell'ambiente dell'Unione - tra cui l'italiano Sergio Costa - riuniti a Lussemburgo avevano invece trovato un accordo: 35% di riduzione delle emissioni per le auto e 30% per i furgoni, sempre entro il 2030. A quel punto la palla è passata a Bruxelles dove però il provvedimento di regolamentazione si è arenato sulle differenti posizioni dei vari Paesi. 

Il settore della mobilità è l'unico in Europa nel quale i dati sulle emissioni siano ancora in crescita e un accordo è fondamentale per raggiungere l'obiettivo comunitario, che è quello di abbattere le emissioni complessive del 40% entro la fine del prossimo decennio. 

COP24 a rischio 

L'idea - che ormai sembra dover essere definitivamente accantonata - era quella di arrivare a una conclusione condivisa per presentarsi con una proposta univoca alle riunioni in programma al COP24, l'assemblea mondiale sul clima che si sta svolgendo a Katowice in Polonia e che dovrebbe concludersi con l'adozione di un "rule book", un protocollo chiaro e vincolante sulle iniziative che ciascun Paese dovrà prendere per limitare le emissioni per combattere il riscaldamento globale

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