Ultimo aggiornamento  23 gennaio 2021 19:40

Kirk Douglas, the Racer.

Paolo Borgognone ·

Hollywood compie 102 anni. O meglio il 9 dicembre li compie il più longevo attore insignito di un premio Oscar, Kirk Douglas. Nato poverissimo ad Amsterdam (New York) da una famiglia di immigrati bielorussi di origine ebraica, l'attore - il cui vero nome è Issur Demsky Danielovitch - ha interpretato nel corso della sua carriera oltre 70 film. I più celebri? "Il grande campione" del 1949, "Sfida all'Ok Corral" (1957), "Spartacus" (1960), "Fury" (1978). 

Storia di un pilota 

Tra i film che hanno contribuito a creare il mito dell'oggi 102enne Douglas si annovera anche "The Racers" (in italiano "Destino sull'asfalto"), pellicola uscita nel 1955 e diretta da Henry Hathaway, lo stesso regista che solo due anni prima aveva definitivamente lanciato la carriera di Marilyn Monroe, protagonista dell'acclamato "Niagara". 

"The Racers" è liberamente tratto dal romanzo omonimo di Hans Ruesch (che del film è stato anche sceneggiatore) e ispirato alla vita di Otto Wilhelm Rudolf Caracciola, un leggendario pilota tedesco della prima metà del secolo scorso, grande avversario di Nuvolari e tra i primi miti dell'automobilismo mondiale. Caracciola, nativo di Remagen dove oggi sorge anche una statua a lui dedicata, corse negli anni '30 sia con l'Alfa Romeo che Mercedes, con la quale vinse la Mille Miglia del 1931.

Film innovativo

"The Racers" è ricordato per essere stato il primo a mostrare al grande pubblico americano le corse che si svolgevano al di qua dell'Atlantico. La pellicola si svolge infatti quasi tutta sui circuiti europei e racconta le vicende professionali e sentimentali del pilota Gino Borgesa, interpretato appunto da Kirk Douglas, un uomo tormentato e dalla volontà di ferro. Al suo fianco la protagonista femminile è la sfortunata attrice polacca Bella Darvi - indicata negli Usa all'epoca come "la nuova Greta Garbo" - che morirà poi suicida a Monte Carlo alcuni anni dopo. 

Protagonista a 4 ruote

Per gli appassionati di motori, però, la vera protagonista del film è l'auto guidata da Borgesa, una vettura da competizione disegnata nel 1950 nel Regno Unito dalla Hersham & Walton Motors, una piccola scuderia con sede a Walton-on-Thames nel Surrey, dotata di un motore Alta (un'altra piccola realtà delle corse automobilistiche inglesi di inizio anni '50) 4 cilindri due litri. L'auto ha condiviso i successi con uno dei più grandi piloti di sempre, Sir Stirling Moss che la guidò appena 20enne, all'inizio della sua carriera in Formula 2. 

Una volta finite le riprese la Hwm fu venduta insieme con due Ferrari e due Maserati che avevano gareggiato nel film a un collezionista di Seattle, appassionato corridore, Tom Carstens, per un totale di 3mila dollari (circa 30mila al cambio attuale). Carsten vendette subito le auto italiane e col ricavato fece ristrutturare completamente la Hmw, dotandola di un motore Chevrolet V8 soprannominato negli Usa Stovebolt (cioè bullone per stufa). L'auto è ora nelle mani di Steven Taylor, a sua volta corridore e anche scrittore che continua a utilizzarla per partecipare a eventi sportivi tra cui le gare in salita

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