Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 11:03

Usa, la battaglia dei bio-combustibili.

Gloria Smith ·

L'Epa pronta a un (nuovo) passo indietro: l'agenzia del governo americano che si occupa di tutela dell'ambiente avrebbe intenzione di abbassare gli obiettivi sulla produzione nazionale di biocombustibili, secondo quanto riporta Reuters. Questi carburanti negli Usa sono popolari per essere utilizzati anche in molte delle competizioni motoristiche, a iniziare dalla Formula Indy.

L'amministrazione Trump tenderebbe così una mano ai gruppi del petrolio, che si lamentano dei gravosi costi di adeguamento al programma RFS (Renewable fuel standard), che fissa standard annuali via via crescenti. Scontente invece le imprese del settore agricolo che contano sui target ambiziosi per continuare a investire in combustibili derivati dalle biomasse, come il bioetanolo che si ricava dal mais. A inizio anno l'Epa ha già fatto un passo indietro sugli standard federali sulle emissioni inquinanti dei veicoli.

Le ambizioni sui combustibili green

Il programma sui combustibili rinnovabili, approvato dal Congresso Usa nel 2005, intende sostituire una porzione crescente di combustibili per il trasporto e il riscaldamento con alternative green. Le aziende della raffinazione petrolifera sono perciò chiamate a mescolare quote via via maggiori di biocarburanti nella benzina e nel gasolio prodotti ogni anno; se non riescono a raggiungere le quantità richieste possono acquistare crediti da altri raffinatori più virtuosi. Lo standard è stato fissato a 12,95 miliardi di galloni nel 2010, mentre nel 2015 il governo ha imposto un volume di 17 miliardi di galloni; nel 2016 si è saliti a 18,1 miliardi e nel 2017 19,2 miliardi. Nel 2018 lo standard federale è rimasto praticamente invariato e per il 2019 la proposta è di 19,88 miliardi. L'obiettivo al 2022 è di 36 miliardi di galloni totali (biocarburanti da cellulosa, biodiesel, bioetanolo e altri).

Texas contro Midwest

Le compagnie petrolifere si sono rivolte ripetutamente all'Epa per chiedere di ridurre i volumi annuali che, sostengono, sono costosi da ottenere; lo standard non riuscirebbe comunque, nonostante l'esistenza di sussidi pubblici, a stimolare la produzione di combustibili verdi. Sul fronte opposto le aziende agricole replicano che, se l'Epa cede ai raffinatori, si mette il freno alla crescita dell'industria del bioetanolo, concentrata negli Stati del Midwest come Iowa, Illinois e Indiana, e dei carburanti puliti in genere. L'Epa sembra intenzionata a dar ragione - almeno in parte - alle imprese del petrolio: i documenti pubblicati sul sito dell'agenzia dimostrano che nel 2017 e all'inizio di quest'anno l'Epa ha preso in esame le petizioni dei governatori di Texas, New Mexico, Delaware e Pennsylvania riconoscendo l'esigenza di "dare sollievo alle imprese della raffinazione".

A gennaio l'Epa tira il freno?

L'Epa afferma che intende ascoltare tutti gli stakeholder per arrivare a una decisione basata su dati concreti che rispetti gli interessi di tutti. "Bisogna andare avanti, non tornare indietro", è la richiesta di Growth Energy, l'associazione che sostiene i produttori di bioetanolo e il ruolo dei combustibili verdi coltivati in America nella crescita dell'economia Usa. Per Growth Energy il programma RFS è "una storia di successo" e l'Epa dovrebbe "smettere di fare favori all'industria delle raffinerie", rispettando la tabella di marcia per un'espansione di tutti i biocombustibili. Secondo Reuters, però, ci sono pochi dubbi: a gennaio arriveranno nuovi target molto ammorbiditi.

Tag

Biometano  · EPA  · Stati Uniti  · 

Ti potrebbe interessare