Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 10:06

Volvo, il mantra di Samuelsson.

Patrizia Licata ·

Se l'obiettivo era attirare l'attenzione, missione compiuta: al recente Auto Show di Los Angeles Volvo non ha portato nessuna auto. Il futuro dell'automobile è nei software, nell'esperienza, nelle applicazioni; cavalli e finiture in pelle non sono più così importanti, ha spiegato il ceo del costruttore svedese Hakan Samuelsson intervistato da Bloomberg Tv. "L'auto del futuro sarà definita dai servizi". Per questo Volvo ha scelto di pubblicizzare le sue alleanze con Google e Amazon.

Un'auto come lo smartphone

Il costruttore svedese porterà nei suoi veicoli il sistema operativo Android di Google, lo stesso usato sugli smartphone di Samsung, Huawei, Xiaomi: mappe e navigazione, informazioni e intrattenimento e molte altre app saranno forniti da Google direttamente sul cruscotto delle Volvo (e delle Polestar, il marchio spin off dedicato alle auto sportive ed elettriche).

Una scelta coraggiosa: i costruttori si sono finora tenuti alla larga dalle partnership con i colossi tecnologici che hanno marchi talmente conosciuti da gettare ombra sui brand dell'automotive. Per Samuelsson non sarà così: "E' importante per le persone ritrovare a bordo l'esperienza d'uso cui sono abituate sullo smartphone ed è difficile per chi fa automobili sviluppare sistemi capaci di competere con Google", ha spiegato. Volvo non intende comunque guadagnare con i dati degli utenti: "Non credo che i nostri clienti vogliano questo. I dati sono del consumatore. Noi facciamo soldi vendendo automobili".

Automatizzate dal 2020

Si tratta di automobili sempre più a impatto zero (Volvo si è impegnata a produrre solo modelli ibridi ed elettrici dal 2019) e automatizzate: Samuelsson ha annunciato una funzionalità Autopilot per le Volvo a partire dal 2020-2021. Questo sistema richiederà ancora l'intervento del conducente in fase di partenza e di arrivo, ma consentirà di non occuparsi della guida mentre l'auto è su strada.

Le vere auto-robot, prive anche del volante, sono secondo Samuelsson più adatte al mercato dei taxi e dei trasporti pubblici: anche quelle arriveranno sul mercato nel 2020-2021, in aree circoscritte. Non si deve essere frettolosi nel lancio dei modelli driverless, ha ammonito il top manager: l'interazione uomo-macchina, che si ha nell'automazione di livello 3, "è molto complicata, anche più del previsto, e dobbiamo essere certi di garantire il massimo delle sicurezza o rischiamo di ostacolare lo sviluppo stesso dell'industria dell'auto autonoma".

Sprint sull'innovazione

Sul futuro dell'industria Samuelsson ha un mantra molto preciso: il mercato globalizzato richiede economie di scala. Consolidamento tra imprese, dunque, o meglio ancora, dice il ceo, alleanze con partner esterni al mondo dell'auto: è la tecnologia oggi a fare la differenza e ad aprire opportunità ad aziende più "piccole" come Volvo. "Per questo puntiamo sull'elettrico e su alleati innovativi come Amazon e Google. I fornitori tradizionali non bastano più". Volvo in realtà appartiene a un gruppo molto grande, la cinese Geely, ma il top manager chiarisce che il marchio è gestito come società indipendente con un proprio Cda e questo le permette di conservare una struttura snella e voloce. I colossi pieni di burocrazia "sono cose del passato".

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