Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 10:50

L'Italia che si muove, sharing in crescita.

Marina Fanara ·

L'automobile resta il mezzo più utilizzato dagli italiani che ogni giorno si spostano per motivi di lavoro o di studio, anche se è in aumento il numero di chi si muove a piedi o in modalità condivisa, in carpooling, bike e car sharing. E' questa la fotografia che emerge dallo studio Istat sugli spostamenti quotidiani nel 2017 e sulle nuove forme di mobilità.

Italiani, pendolare uno su due

Stando ai dati dell'istituto di ricerca, circa la metà delle persone residenti nel nostro Paese (30 milioni su 60,5 milioni di abitanti) è un pendolare, ovvero si sposta ogni giorno per andare e venire dal posto di lavoro o a scuola e università.

Sono 2 milioni in più rispetto a una ventina di anni fa e concentrati soprattutto nelle regioni del nord, del centro e delle grandi aree urbane, mentre nel sud e isole i pendolari sono meno della metà. Ciò rispecchia l'andamento dei tassi occupazionali, ci dicono all'Istat, che vedono più favorito il Settentrione.

Le percentuali più alte di persone che ogni giorno si spostano per andare a lavorare o a lezione sono nelle province autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente il 61,2% e il 60,8%), Lombardia (59,2) e Veneto (59,1). Al sud, invece, gli spostamenti quotidiani riguardano meno della metà dei residenti (all'ultimo posto, la Calabria con il 44,8% di pendolari sul totale abitanti, di cui solo il 25,7% nella categoria dei lavoratori).

Automobile, mon amour

Come si muove l'Italia? Le esigenze di salvaguardia ambientale diventano sempre più pressanti, eppure l'automobile resiste: è il mezzo più utilizzato sia dagli occupati (il 74,6% dei lavoratori, di cui il 69,2% in qualità di conducente) sia tra gli studenti (il 37% è accompagnato a scuola in macchina). 

Cresce il popolo dei pedoni

Ma è confortante il dato sulla mobilità attiva e, nello specifico, gli spostamenti a piedi che tra il 2016 e il 2017 sono aumentati di 1,2 punti percentuali, dal 16,2 al 17,4% del totale spostamenti pendolari. La Puglia è in testa, con il 25,6%, ma se si considera anche la bici, la più attiva è la provincia autonoma di Bolzano che schizza al  28,2%. Considerando, invece, la media nazionale della sola bicicletta, la quota resta pressoché stabile intorno all'1,7%.

Grandi città, bici alla riscossa

L'Istat, inoltre, fa notare che i sistemi di mobilità sostenibile sono più diffusi nelle grandi città e aree metropolitane: per esempio, si pedala soprattutto nei comuni con più di 50 mila abitanti. Viceversa, sembrerebbe un paradosso ma nei piccoli centri (dove solitamente le distanze sono più brevi e c'è meno traffico) i due terzi dei residenti usano prevalentemente il mezzo privato (auto e moto). 

Auto in compagnia: giovani e sud

Altro dato interessante è il ricorso ai servizi di sharing mobility. Cominciamo dal carpooling (una persona condivide la propria auto con altri per coprire lo stesso tragitto): in Italia, ricorrono a questa sistema mediamente 7 pendolari su 100, lavoratori e studenti.

Una modalità che, sottolinea l'Istat, è a metà tra un mezzo condiviso e uno privato ed è utilizzato prevalentemente dai giovani, tra i 18 e i 24 anni, sia lavoratori che studenti (rispettivamente, il 12,1 e 14,5%) e nelle regioni meridionali (Campania in testa).

Bici condivisa: 30% in più

Quanto al bike e car sharing, l'Istituto di statistica registra un "trend di crescita importante, soprattutto in ambito urbano", lì dove ovviamente sono attivi servizi di mobilità condivisa a due e quattro ruote. Cominciamo dal bike sharing: in tutta Italia lo hanno utilizzato almeno una volta l'anno quasi 500 mila persone over 18. E' solo l'1% sul totale dei pendolari italiani ma, come ci spiegano all'Istat, questa modalità è attiva esclusivamente in alcune città, quindi il dato medio risulta molto basso perché spalmato sul totale degli spostamenti in Italia per lavoro o studio.

Nelle grandi aree urbane, infatti, la quota raggiunge l'1,7% e nei comuni al centro delle aree metropolitane, come per esempio Milano, è quasi 4 volte la media nazionale.

Non a caso, stando ai numeri, i tragitti in bici condivisa nel 2017 sono cresciuti di 100 mila unità nel 2017, quasi il 30% in più rispetto al 2016. A prediligere questo servizio sono soprattutto studenti e persone con un alto livello di istruzione.

Fenomeno car sharing

Andamento pressoché identico per quanto riguarda il car sharing: l'anno scorso lo hanno utilizzato almeno una volta quasi 750 mila persone oltre la maggiore età, circa l'1,5% sul totale degli over diciottenni italiani (anche qui vale il discorso della media spalmata sull'intera popolazione). Come per la bici condivisa, si tratta di un servizio apprezzato soprattutto dalle persone più giovani, più istruite, tra gli studenti, impiegati e quadri.

E anche in questo caso, la quota di utilizzo supera abbondantemente la media nazionale nelle città capoluogo di un'area metropolitana (ovviamente, dove è attivo) ed è in crescita: 4,9% nel 2017 contro il 3,8 del 2016. Resta il fatto che il ricorso a un veicolo condiviso è fortemente condizionato dalla accessibilità al servizio e altri fattori come la flessibilità (flusso libero o postazioni fisse), zona di copertura (spesso non è disponibile nei quartieri più periferici) e dalla consistenza della flotta.

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