Ultimo aggiornamento  20 agosto 2019 05:15

Bologna, rivoluzione mobilità.

Marina Fanara ·

Il Piano di mobilità sostenibile (Pums) di Bologna ha ricevuto l'ok definito ed è l'unico finora in Italia ad essere stato concepito a livello di Città metropolitana. Comune e provincia hanno fissato per il 2030 una riduzione dei gas serra prodotti dal traffico di almeno il 40%.

Più bici e trasporto pubblico

Per riuscirci, sarà necessaria una radicale rimodulazione tra i vari sistemi di trasporto, a vantaggio di quelli più sostenibili che, stando agli intenti dell'Amministrazione, nel giro dei prossimi 10 anni, dovranno raggiungere il 60% sul totale degli spostamenti con punte del 70% all'interno del capoluogo: Comune e area metropolitana stimano che bisognerà dirottare ogni giorno almeno 440 mila spostamenti in auto (sugli attuali 2,7 milioni totali) verso altre modalità di trasporto, soprattutto mezzi pubblici (l'intento è il 19%) e bicicletta (14%).

Mezzi pubblici: basta un biglietto

Proprio il trasporto pubblico, che da "municipale" diventa "metropolitano", è uno dei capitoli più innovativi del Pums. Tra le misure qualificanti, l'introduzione del biglietto unico (con il quale si potrà viaggiare sull'intera rete bus, tram e treno a Bologna e comuni dell'hinterland), il potenziamento dei collegamenti ferroviari urbani ed extraurbani (corse ogni 15 minuti) e dei mezzi all'interno di Bologna (debutterà per la prima volta il tram a partire dalla linea Borgo Panigale-Caab, Centro agroalimentare).

In più verranno aumentati rete e servizi del Metrobus (si tratta di bus veloci sulle direttrici più importanti) e dei mezzi extraurbani che collegano i comuni della cinta bolognese. Infine, dal 2020, i nuovi bus urbani saranno esclusivamente elettrici.

Bici e 30 orari in tutte le strade

Altro punto di svolta per il territorio è spingere sulla mobilità dolce, ovvero bici e spostamenti a piedi, almeno per i tragitti brevi: stando ai calcoli del Comune, per circa la metà degli spostamenti inferiori ai 5 chilometri si prende l'automobile. Per questo verrà attuato il Biciplan metropolitano (700 chilometri di nuove piste continue e interconnesse), mentre per i pedoni è prevista la realizzazione di spazi interdetti al traffico (compresi i percorsi sicuri casa-scuola). In più, si passerà dal concetto di "Area 30" a quello di "Città 30": ad eccezione degli assi primari, sull'intera rete stradale dei centri abitati non si potranno superare i 30 chilometri orari.

Sharing mobility a premi

Bologna ha iniziato da poco ad avviare servizi di bike sharing (con Mobike) e di auto condivisa (Enjoy e Corrente): per gli anni a venire è previsto il "bonus mobilità sostenibile" (probabilmente sconti su tariffe e abbonamenti) per chi si convincerà a lasciare l'auto e utilizzare queste modalità di spostamento.

In parallelo, verrà limitata la circolazione alle auto nell'Area verde di Bologna di prossima realizzazione (si partirà con una sperimentazione) mentre nella Ztl Centro storico verrà progressivamente interdetto il transito a tutti i veicoli inquinanti (diesel ante Euro 4, benzina Euro 1 e 2, metano, Gpl e gasolio fino a Euro 1) secondo quanto stabilito dal Pair 2020, il Piano aria regionale integrato firmato da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

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