Ultimo aggiornamento  20 luglio 2019 11:32

Cina, Xpeng sfida Tesla.

Patrizia Licata ·

La sfida cinese a Tesla è partita. Xpeng Motors, costruttore di auto elettriche di Guangzhou, ha annunciato che venderà dal 12 dicembre in Cina il suo primo modello per il mercato di massa, il suv a batteria G3.

Autonomia dichiarata di 350 chilometri, parabrezza panoramico, fanali in stile "Guerre stellari", interni e strumentazione di bordo che ricordano da vicino la Model S, la full-electric di Xpeng (o Xiaopeng, secondo il nome cinese) usa una tecnologia per la propulsione in parte derivata da brevetti Tesla pubblicamente disponibili.

Prezzo imbattibile

Non è però tutto un "clone di Tesla", come hanno scritto alcuni commentatori: Xpeng ha anche un robusto dipartimento di ricerca e sviluppo, che impiega due terzi del suo staff totale (3mila persone).

Il G3 include un assistente vocale con intelligenza artificiale, funzionalità auto parking e di guida assistita che saranno costantemente aggiornate. Nei prossimi 12 mesi Xpeng installerà anche 200 punti di ricarica super-veloce in 30 città cinesi; 100 sono già attivi. Il costo del G3 sarà compreso tra 200mila e 280mila  yuan (circa 25mila-35mila euro) contro gli 850mila yuan di una Model S.

Quanto conta la Cina

Nonostante prezzi che permettono di raggiungere solo la fascia alta dei consumatori, Tesla esporta circa 15mila veicoli l'anno in Cina che, nel 2017, ha assorbito il 17% delle sue vendite complessive.

Elon Musk, boss di Tesla, deve però fronteggiare  una concorrenza locale crescente: nei mesi scorsi le startup delle auto a batteria WM Motor e Nio hanno avviato le loro vendite nel Paese e puntano ciascuna a piazzare 10mila veicoli sul mercato entro fine anno.

Strategie a confronto

Le aziende cinesi dell'auto elettrica hanno accesso agevolato ai capitali e sono protette dalla strategia Made in China 2025 con cui Pechino vuole stabilire il suo primato tecnologico in industrie strategiche che includono le nuove fonti di energia e la mobilità green. Per questo Musk sta trattando per aprire una fabbrica a Shanghai: costruendo localmente Tesla potrà ridurre i prezzi delle sue supercar (e anche evitare i dazi che la Cina ha imposto in estate alle importazioni d'auto americane come reazione a quelli varati dagli Stati Uniti su centinaia di prodotti cinesi).

Battaglia sulla tecnologia

Tra gli investitori di Xpeng ci sono il gigante cinese dell'e-commerce Alibaba e la multinazionale taiwanese Foxconn Technology, che a gennaio hanno guidato un round di finanziamenti da 350 milioni di dollari. Le sue rivali nazionali WM Motor e Nio sono sostenute rispettivamente dai capitali dei due colossi cinesi della tecnologia Tencent e Baidu, quest'ultima è specialista in intelligenza artificiale e automazione, altri settori strategici del Made in China 2025. "Bisogna guadagnarsi la fiducia dei consumatori e costruire una reputazione per l'industria dell'auto elettrica cinese", ha affermato il presidente e amministratore delegato di Xpeng, He Xiaopeng. "Puntiamo su qualità e sicurezza per offrire il meglio ai clienti".

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